A Ceuta sale la tensione, continui i tentativi dei profughi di penetrare in Spagna

A Natale oltre 180 persone hanno valicato le reti che separano Marocco e Spagna riuscendo a penetrare in territorio europeo, oggi altri 200 profughi hanno cercato di raggiungere il confine

143
epa04178816 Dozens of sub-Saharian immigrants try to climb over a fence at the border between Morroco and Melilla, a Spanish enclave in northern Africa, on 24 April 2014. Migrants have repeatedly tried to cross the border into the Spanish territories of Ceuta and Melilla on the northern coast of Africa in the past months, often climbing the border fences to try to overwhelm border guards. EPA/NEUPIC/ANGELA RIOS

Sale la tensione a Ceuta, l’enclave spagnola in Africa, terra di transito per i migranti che cercano di arrivare in Europa passando dal Marocco.

Reti valicate, corse disperate per raggiungere il suolo spagnolo e come impone il copione ormai da anni, se da un lato c’è l’irrefrenabile tentativo di mettere piede nell’agognata Europa, dall’altro immediato è il dispiegamento delle forze di Polizia e della Guardia Civil che invece impediscono agli immigrati sub-sahariani di aver accesso al vecchio continente attraverso quel territorio europeo in terra d’Africa, figlio di una storia lontana secoli.

Se il 2015 ha visto prevalere la rotta che dall’Africa va verso la Sicilia e dalla Turchia alla Grecia, a Natale invece un’ondata di profughi ha assaltato le famose reti di separazione. Il 25 dicembre infatti 182 persone sono riuscite a penetrare in territorio spagnolo e due sono morte nel tentativo. Questa mattina, di nuovo, è suonato l’allarme nella piccola enclave.

A mezzanotte le guardie frontaliere marocchine hanno infatti allertato i colleghi spagnoli, 200 persone stavano avvicinandosi al confine. Immediato il dispiegamento della Guardia Civil che ha pattugliato il perimetro di confine per sette ore. Anche se non si è verificato nessuna invasione di massa, comunque un gruppo di 17 persone è riuscito ugualmente a entrare nella fortezza Europa. Era l’alba infatti quando dei cittadini africani sono stati fatti sbarcare da una nave che non è stata localizzata dalla guardia costiera, sulla spiaggia del Desnarigado:16 uomini e una donna che hanno ricevuto subito cibo, vestiti e assistenza medica dalla Croce Rossa locale.