A Trento gli immigrati non si accontentano degli smartphone: “Vogliamo di più”

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rento, 5 apr – Clamorosa protesta ieri mattina dei richiedenti asilo di Trentoche si sono rifiutati di partecipare all’incontro convocato direttamente dalCommissariato del Governo per capire i motivi della rivolta che venerdì ha bloccato per ore via Brennero, una delle arterie del traffico cittadino, raggruppando più di 50 immigrati. I motivi della protesta sono parsi subito poco chiari e variegati: c’è chi protestava perché nessuno lo portava in macchina a fare delle visite mediche obbligandolo a servirsi del bus, chi si lamentava che i soldi destinati alle ricariche telefoniche erano stati re-indirizzati nell’acquisto di cibo e vestiti e chi invece si è scagliato contro la presunta irrisorietà del“pocket-money” giornaliero che viene dato loro, comprensivo del “pacchetto” del quale godono gli immigrati.

La cosa grave, oltre al blocco del traffico cittadino, è che questi “richiedenti asilo” hanno protestato per l’ampliamento di diritti dei quali non godono assolutamente i cittadini italiani e trentini, ricordiamo infatti che anche nella città di Trento, simbolo in tutta Italia di ricchezza e prosperità, sono state decine e decine le famiglie italiane costrette a chiedere aiuti alimentari per poter sfamare i propri figli. Tornando alla giornata di ieri, il Commissariato del Governo, al quale i cittadini italiani accedono solo con molta difficoltà e dopo lunghe attese, si è visto rispondere “picche” dagli immigrati che aveva invitato per comprendere le ragioni della protesta. Questi ultimi avrebbero voluto partecipare in massa, in una sorta di assemblea pubblica, ostentando un’arroganza che offende la città che li ha ospitati.

La situazione ha ormai contorni grotteschi se pensiamo a quanto le istituzioni pubbliche provinciali e nazionali si stanno piegando ai capricci di persone che da quando sono arrivate a Trento godono di pasti regolari, posti in cui dormire, vestiti nuovi firmati, smartphone ed una piccola mancia giornaliera (il famoso pocket money) mentre i diritti e le volontà di chi in queste zone vive da sempre sono costantemente calpestati, celandosi dietro la solita infinita burocrazia. Questo è il risultato delle politiche immigratorie su scala nazionale, che vedono gli italiani messi all’ultimo posto della classifica in nome di un mieloso politicamente corretto ed un’accoglienza forzata imposta da politici incompetenti e benpensanti dei salotti buoni.

Roberto Derta – Il Primato Nazionale