L’Airbus 321 precipitato del Sinai si è spezzato in volo. L’equipaggio non aveva inviato alcun messaggio per indicare che, prima di schiantarsi, vi fossero problemi all’aereo. Indizi che escluderebbero l’ipotesi di un’avaria avvallando l’ipotesi del terrorismo

L’Airbus A321-200 della Kogalymavia Airlines, precipitato nel Sinai uccidendo tutte le 224 persone a bordo, si è spezzato in volo. L’esplosione in volo non solo esclude l’ipotesi di una avaria, ma apre la strada all’ipotesi dell’attentato.

Anche se l’ipotesi al momento viene considerata improbabile, sembra sempre più accreditare la rivendicazione dei tagliagole dello Stato islamico che si erano vantati di aver abbattuto l’aereo. In realtà, secondo i servizi inglesi, sarebbe più probabile una bomba esplosa a bordo.

Secondo la compagnia russa Metrojet, il fatto che l’Airbus 321 si sia spezzato in volo, come riferito dopo l’esame della scatola nera, esclude che la causa possa essere stata un’avaria o un errore umano e lascia aperta come spiegazione solo quella di “azioni fisiche o meccaniche”. Non solo. La Metrojet ha anche confermato che l’equipaggio non aveva inviato alcun messaggio per indicare che vi fossero problemi all’aereo, prima di schiantarsi. Eppure la maggior parte degli esperti che, con grande prudenza in attesa dei risultati dell’esame delle due scatole nere, si sono espressi in queste ore, ipotizza un cedimento strutturale dell’Airbus, seguito da una violenta depressurizzazione che avrebbe fatto precipitare improvvisamente l’aereo. Ma un esperto britannico citato dalla Bbc ha fatto sapere che potrebbe trattarsi di un’esplosione a bordo. Due le ipotesi sul tavolo: una bomba nella stiva o un corto circuito che ha provocato un incendio e spento i motori. Ai giornalisti russi, Viktor Sorochenko, direttore esecutivo della commissione interstatale dell’aviazione russa, ha detto: “La disintegrazione della fusoliera si è verificata in volo, e i frammenti sono distribuiti su un’area piuttosto ampia, circa 20 chilometri quadrati”.

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Anche il Cremlino ammette che quella di un attentato terroristico non è un’ipotesi così remota: “In questo momento non si può escludere nessuna ipotesi”, ha spiegato alla stampa il portavoce del presidente, Vladimir Putin, Dmitri Peskov.

Nel frattempo tutti i voli Airbus A321 della Kogalymavia (che dal 2102 opera con il marchio Metrojet), sono stati sospesi. A deciderlo è stata l’agenzia federale dei trasporti (Rostransnadzor). Esperti citati dal sito specializzato AirLive.netsostengono che l’aereo si sarebbe spaccato dopo una violenta depressurizzazione dovuta a una debolezza strutturale dell’Airbus A321-200. Ma secondo un funzionario dei servizi di terra egiziana che, insieme a due ispettori russi, ha effettuato una ispezione pre-volo dell’aereo, l’Airbus appariva in buone condizioni. Il sito ricorda che il pilota del volo 9268 di Kogalymavia aveva espresso una serie di dubbi sulle condizioni meccaniche dell’Airbus in questione, parlando con la moglie. “Per queste ragioni – precisa AirLive.net – appare altamente improbabile che l’aereo sia stato abbattuto da un’organizzazione terroristica”. Tutt’altro il parere del professor Michael Clarke, direttore del Royal United Services Institute. Se risulterà confermato che l’Airbus si è spaccato in due mentre volava, bisognerà invece prendere in considerazione l’ipotesi “non di un collasso meccanico, ma piuttosto di un’esplosione a bordo”. Il responsabile del think tank londinese si è poi detto “molto più incline a credere, dovendo indovinare cosa sia successo a questo stadio dell’indagine, che si sia trattato di una bomba esplosa a bordo più che di un missile lanciato da terra”.

Fonte: IlGiornale

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