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Al Adnani: la mente dell’attentato a Parigi, all’airbus russo e della strage di Beirut

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Dietro ai sanguinari attacchi di Parigi c’è il 38enne Abu Mohammad al Adnani. Sulla sua testa c’è una maxi taglia da 5 milioni di dollari. Se Abdelhamid Abaaoud era considerato la “mente” degli attentati che hanno lasciato una indelebile scia di sangue in Europa, il portavoce dello Stato islamico è indicato come l’uomo che sovrintende agli attacchi dell’organizzazione fuori dall’Iraq e dalla Siria. Secondo il New York Times, che cita funzionari americani ed europei, sarebbero stati raccolti elementi che proverebbero il legame tra al Adnani e Abaaoud che, sulla base di queste novità, deve essere considerato il referente sul campo.

La struttura per le missioni all’estero, creata da Abu Bakr al Baghdadi e affidata ad al Adnani, ricorda le “operazioni speciali” dei palestinesi Habbash e Haddad. Lo Stato islamico cambia così strategia compiendo un vero e proprio salta di qualità. Non si limita più a ispirare teste calde, lupi solitari o celulle dormienti. Vuole, invece, coordinare e, quando si presenta la necessità, finanziare gliattentati che come obiettivo principale hanno sempre più l’Europa. Il compito di questa cellula per le operazioni internazionali guidata da al Adnani è unicamente strategico. Se da una parte lascia agli “ufficiali”, come appunto Abaaoud nel caso degli attacchi di Parigi, la libertà di scegliere i bersagli da colpire e le modalità dell’attentato, dall’altra offre assistenza strategica, addestramento e finanziamenti per azioni rivolte ad infliggere il maggior numero possibile di vittime civili.

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Il nome di al Adnani è balzato all’attenzione dei media a settembre dello scorso anno, quando lo Stato islamico ha divulgato un suo messaggio audio in cui chiedeva ai musulmaniresidenti in Occidente di uccidere civili nel loro paese e con ogni mezzo, anche senza aspettare istruzioni dalla leadership dello Stato islamico. “Se potete – diceva il terrorista – uccidente un miscredente americano o europeo (specialmente i francesi maligni e sporchi) o australiano o canadese”.“Contate sull’aiuto di Allah – proseguiva nel messaggio audio – e uccidetelo in qualunque modo e ovunque vi sia possibile. Non chiedete il consiglio di nessuno”.

Secondo le fonti di intelligence sentite dal New York Times, al Adnani avrebbe avuto un ruolo importante sua nell’armare il commando che ha messo in ginocchio Parigi sia negli attentati al jet russo nel Sinai e nella strage di Beirut. Per compiere tutti questi attacchi, al Adnani ha sempre scelto musulmani con passaporti occidentali a cui veniva affidato il compito di commando d’attacco. Secondo i servizi americani uno, i tagliagole del Califfato starebbero cercando di assumere, in modo sempre più netto, la guida del jihad globale superando così la stessa al Qaeda. “L’Isis, pur avendo raccolto il sostegno di fazioni regionali, ritiene forse di essere considerato troppo legato al teatro siro-iracheno – fa notare Guido Olimpio sul Corriere della Sera – un’offensiva di attentati servirebbe così a dimostrare le capacità globali e a compensare alcune sconfitte militari”. E questo, secondo un funzionario dell’antiterrorismo europeo, potrebbe indicare che è iniziata la “gara tra l’Isis e al Qaeda per vedere chi può attaccare l’Occidente nel modo migliore”.

Fonte: Qui

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