Al via le ronde in Bulgaria: ecco i “cacciatori di migranti”

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Sono membri di una organizzazione nazionalista bulgara e la loro missione è stanare i migranti

Anton Hekimyan, conduttore del blocco informativo mattutino di bTV, il canale più seguito della tv bulgara, lancia un nuovo, appassionante (a suo dire) reportage.

“Ora parleremo di Dinko”, illustra il giornalista, “un vero super-eroe”. Cosa rende Dinko così speciale? Il conduttore si affretta a spiegarlo ai telespettatori incuriositi: “Dinko combina la guida estrema di quad con la caccia ai rifugiati” e nel giro di qualche mese ha catturato “almeno venti persone, e a mani nude”.

Dinko, un wrestler semi-professionista, è il leader delle bande di “cacciatori di migranti“: si muovono in gruppi di dieci-quindici persone, girano per i boschi a bordo di quad e jeep. Vanno a caccia di profughi. Il “capo-banda” scopre di avere a che fare con un gruppo di persone che hanno appena attraversato la frontiera: undici uomini, tre donne e un bambino. Un video – da lui stesso girato col cellulare – li dipinge come stanchi e remissivi. In realtà però, dice Dinko “gli uomini del gruppo erano aggressivi. Ma quando hanno visto due o tre di loro a terra, sanguinanti, sono venuti a più miti consigli”, confessa il “super-eroe” di fronte alle telecamere.

In Bulgaria il flusso di rifugiati e migranti che transita attraverso il paese resta molto più basso rispetto ai paesi vicini (27mila persone nel 2015). Ciò nonostante, la questione divide profondamente classe politica e una società timorosa e preoccupata. Al confine con la Turchia continua la costruzione di una barriera in filo spinato che – una volta completata – dovrebbe coprire 132 chilometri. Il costo dell’infrastruttura è già lievitato a 100 milioni di leva (50 milioni di euro), cifra non definitiva e giudicata “stellare” dal quotidiano Sega. Nel frattempo, il 25 febbraio il parlamento di Sofia ha approvato all’unanimità la possibilità di schierare l’esercito al confine nel caso di nuova esplosione degli arrivi. Secondo il ministro degli Interni Rumyana Bachvarova, i militari non porteranno armi e non avranno compiti di polizia, ma “incuteranno rispetto con la loro presenza” lungo la frontiera.

Fonte: Il Giornale