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Allarme migranti sulla rotta Balcanica: ”Necessario riaprire i confini per chi arriva dalla Grecia”

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Si fa sempre più difficile la situazione per migliaia di migranti bloccati alle frontiere lungo la rotta balcanica, a causa delle restrizioni imposte negli ultimi due giorni da Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia, denuncia l’ong Oxfam chiedendo la riapertura, il prima possibile, dei confini a tutte le persone in arrivo dalla Grecia per evitare un peggioramento della situazione umanitaria.

“Da ieri diversi paesi della regione stanno autorizzando il passaggio dei confini solo ai migranti provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq”, spiega Sara Tesorieri, policy advisor di Oxfam per l’immigrazione in Europa, come si legge in un comunicato dell’ong. Persone di altre nazionalità che stanno cercando protezione in Europa al momento sono bloccate fuori. “Questa decisione rischia di lasciare abbandonate e con un futuro incerto migliaia di persone. Siamo preoccupati del potenziale deterioramento della situazione umanitaria, se questa situazione continua, e chiediamo con urgenza a questi paesi di aprire i propri confini soprattutto alle persone che fuggono da persecuzioni e conflitti e alle autorità nazionali di permettere l’accesso alle associazioni umanitarie per poter assistere le persone”.

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Il Copasir ieri aveva lanciato l’allarme: “Se si fanno muri in Ungheria e poi in Croazia, il flusso dei migranti si sposterà inevitabilmente a sud: nel nord-est italiano”. Solo giovedì oltre mille persone sono state bloccate tra Serbia e Macedonia, mentre al momento sono 1.500 le persone intrappolate in Serbia in attesa di registrazione.  “Tutti i paesi devono sostenere i diritti di rifugiati e migranti affermati dalla Convenzione europea dei diritti umani, continua Tesorieri, evitando di ricorrere ai respingimenti e assicurandosi che tutte le richieste di asilo siano ascoltate singolarmente, non su basi arbitrarie, basate sullo Stato di provenienza”. Oxfam sta installando servizi igienici e punti di distribuzione dell’acqua. Sta inoltre fornendo materiale igienico-sanitario, così come calzettoni, cappotti e coperte, a circa 100mila persone in Serbia e Macedonia.

Con l’arrivo dell’inverno nei Balcani, i rifugiati saranno costretti ad affrontare non solo il calo delle temperature, ma anche la carenza di cibo e acqua, la scarsità di materiale igienico-sanitari e la mancanza di abiti adatti alla stagione. La continua apertura e chiusura delle frontiere si aggiunge alle difficoltà dei migranti, che devono cambiare il loro tragitto. Il governo serbo e le ONG sul campo avvertono che la situazione peggiorerà nei prossimi mesi: le pesanti nevicate renderanno il viaggio dei migranti più difficile e ancor più pericoloso, con la costante preoccupazione che le persone siano impossibilitate a continuare il proprio cammino.

Fonte: Qui

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