ALLERTA TERRORISMO AL FESTIVAL DI CANNES

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Cominciamo bene. Ieri, intorno alle 16, Palais des Festivals: suona la sirena e una voce registrata in cinque lingue, francese, inglese, tedesco, italiano e spagnolo, invita i presenti a mantenere «la tranquillità» ma uscendo dal palazzo, e anche il più rapidamente possibile, come hanno subito chiarito gli addetti. Detto fatto, con mezz’ora d’attesa in strada prima di poter rientrare (l’allarme è poi suonato una seconda volta, ma stavolta nessuno si è mosso né è stato fatto muovere). La spiegazione ufficiale, «motivi tecnici», ovviamente non spiega nulla. Una prova? Una soffiata? La telefonata-bomba del cretino di turno? Fatto che sta che l’allarme, se anche era vero, si è rivelato falso.

Però è il sintomo di una certa inquietudine. Il Festival del cinema più importante e affollato del mondo si apre oggi, con «Café Society» del solito Woody Allen. Si riderà, forse (con l’ultimo Allen non è scontato) ma con un retropensiero un po’ preoccupato. È il primo Cannes post-Bataclan, la Francia è il Paese europeo più martellato e martoriato dai terroristi islamisti, anche perché li ha in casa, e il bersaglio è ovviamente ghiotto. Le misure di sicurezza sono davvero, come si dice in giornalese, «imponenti». Però, come ha detto lunedì il ministro degli Interni, il socialista Bernard Cazeneuve, venuto di persona a ispezionarle, «il rischio zero non esiste e non esisterà mai. Anticipare, prevenire e facilitare il coordinamento fra i servizi, ecco la nostra missione». E il tosto sindaco sarkozysta di Cannes, David Lisnard, quello che dà multe di 500 euro a chi getta in terra una cicca, proclama che «in un contesto dove la minaccia è più elevata che mai, la sicurezza sarà più elevata che mai».

Però bisogna evitare di dare troppo nell’occhio, davanti a 200 mila «cinéphiles» in arrivo da tutto il mondo, fra i quali 4.500 giornalisti. La strategia la spiega Pierre Lescure, presidente del Festival: «Sarà fatto il massimo per trovare un equilibrio sulla sicurezza, senza che si scateni la psicosi, facendo di tutto affinché il Festival resti un posto di libertà». Infatti davanti alla Montée des marches non si vedono le pattuglie dell’Armée in assetto di guerra con i mitra spianati che sorvegliano stazioni e aeroporti.

+++ ALLARME TERRORISMO, FESTIVAL DI CANNES A RISCHIO +++ – Sostenitori delle Forze dell’Ordine

Cominciamo bene. Ieri, intorno alle 16, Palais des Festivals: suona la sirena e una voce registrata in cinque lingue, francese, inglese, tedesco, italiano e spagnolo, invita i presenti a mantenere “la tranquillità” ma uscendo dal palazzo, e anche il più rapidamente possibile, come hanno subito chiarito gli addetti.