ANCHE DE MAGISTRIS ADERISCE ALLO SCIOPERO DELLA FAME PER LO IU SOLI: “È UN DOVERE ETICO E SOCIALE”

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Foto Marco Cantile/LaPresse24/07-2014 Napoli - ItaliacronacaDibattito incontro "In ricordo di Ciro Esposito" presso l'auditorium di Scampia. Tra gli altri, intervengono il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il direttore del Corriere del Mezzogiorno Polito. Presenti i genitori di Ciro Esposito. Nella foto: il direttore Polito

Il sindaco di Napoli ha annunciato di aver digiunato, ieri, per sostenere la battaglia per la cittadinanza promossa dai Radicali.

In una nota, ripresa tra gli altri anche dal Corriere del Mezzogiorno, si legge il messaggio di De Magistris secondo cui: “Lo Ius Soli è un diritto costituzionale ed è quindi necessario che il parlamento italiano lo sancisca attraverso una legge dello Stato. È anche un dovere etico e di giustizia sociale che il legislatore deve garantire per questa e per le prossime generazioni. In questo modo – ha detto il sindaco di Napoli – sicurezza e pace si consolidano”.

Nell’elenco delle personalità che hanno deciso di accogliere l’appello dei Radicali, insieme a Luigi De Magistris, ci sono altre mille firme. Politici (tra cui circa novanta parlamentari), associazioni e cittadini che hanno annunciato la loro volontà di aderire alla manifestazione con l’indicazione del giorno in cui si asterranno dal cibo per sensibilizzare la politica sulla questione dello Ius Soli.

Per i Radicali si tratta di un successo, che il segretario Magi e la presidente Antonella Soli, in una nota congiunta, commentano così: “Una mobilitazione cresciuta in pochi giorni grazie ai tantissimi cittadini che – insieme a parlamentari, esponenti del governo e tante personalità – hanno scelto di unirsi a questa azione nonviolenta che abbiamo promosso con il senatore Luigi Manconi per rilanciare il digiuno intrapreso dalla rete degli insegnanti per la cittadinanza”.

Oltre a quella di De Magistris, nei giorni scorsi erano arrivate le altre adesioni “eccellenti” all’iniziativa radicale tra cui quella della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.

Il Giornale