Il Sud con Salvini

Anche Svizzera preleva beni ai rifugiati per coprire costi

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Zurigo (Svizzera), 14 gen. (LaPresse/Reuters) – I rifugiati che arrivano in Svizzera devono consegnare allo Stato ogni bene che valga più di mille franchi svizzeri, per contribuire alle spese per il loro mantenimento. Lo ha riferito l’emittente Srf, rivelando una pratica che ha già scatenato polemiche in Danimarca. Il programma ’10 vor 10′ ha mostrato la ricevuta di una rifugiata risiana, che la donna ha detto di aver ricevuto dalle autorità quando ha dovuto consegnare più della metà del denaro che la sua famiglia aveva ancora dopo aver pagato i trafficanti per raggiungere il Paese.

La donna ha anche mostrato un foglio informativo destinato ai profughi, su cui si legge: “Se avete proprietà di valore maggiore di mille franchi svizzeri quando arrivate in un centro di accoglienza dovete consegnare tali asset economici in cambio di una ricevuta”.

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L’emittente ha citato l’autorità per l’immigrazione Sem, che motiva la misura dicendo che la legge chiede ai richiedenti asilo e rifugiati di contribuire quando possibile ai costi per il processamento delle loro pratiche e all’assistenza sociale. “Se qualcuno se ne va volontariamente entro sette mesi può riavere indietro il denaro e portarlo con sè. Altrimenti i soldi coprono i costi che genera”, ha dichiarato una portavoce.

Inoltre, in Svizzera chi ottiene il diritto di restare e lavorare deve consegnare il 10% della paga per un periodo fino a 10 anni, sino a che avrà ripagato 15mila franchi, secondo quanto riportato. La Danimarca, intanto, sta rivedendo la proposta di confiscare le proprietà dei rifugiati per pagare la loro permanenza, dopo le critiche dell’agenzia per i rifugiati dell’Onu.

Fonte Reuters – Traduzione LaPresse

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