Ancora l’Isis, due autobomba a Baghdad: 78 morti e 160 feriti

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epa05352649 Iraqi firefighters put out a fire at the site of a car bomb attack at Baghdad al-Jadida neighborhood, eastern Baghdad, Iraq, 09 June 2016. Media reports state that a new wave of bombings northern and eastern Baghdad targeting a crowded market in Baghdad al-Jadida district and a military base in Taji, killed at least 22 people and injured dozens others, in the latest wave of attacks that hit the Iraqi capital. EPA/ALI ABBAS

E’ ancora strage. Ancora sangue. Ancora orrore jihadista e, ancora una volta, a Baghdad. Tra cani sciolti e cellule organizzate capitanate da emiri spietati, l’Isis torna a colpire in maniera asimmetrica quanto sistematica: e dopo l’attentato di Istanbul e quello di Dacca – costato il martirio di nove nostri connazionali – stamattina è toccato all’Iraq, dove alla guerra falsamente in nome di Allah sono state sacrificate le vite di altre 78 persone, immolate alla causa delCaliffo.

Autobomba a Baghdad: 78 morti e 160 feriti

Dunque, 78 morti e 160 feriti: è questo il bilancio dell’attentato compiuto questa mattina a Baghdad con un’autobomba. Un attacco puntualmente rivendicato dall’Isis, compiuto nel più classico degli schemi vili e imprevedibili in uso tra i miliziani agli ordini di Al Baghdadi: con un’autobomba lasciata esplodere e seminare morte nel quartiere di Karada, nel centro della città, una zona che era piena di giovani e di famiglie, usciti in strada dopo la fine del digiuno delRamadan.

Una seconda autobomba provoca 5 morti e 16 feriti

Una sequenza dell’orrore che prevedeva, secondo i calcoli brutali dei jihadisti del terrore, anche l’innesco di una seconda autobomba, puntualmente esplosa, sempre nella capitale irachena, e sempre di domenica mattina, nella parte orientale della città. Anche stavolta ci sono stati morti: 5 per l’esattezza e almeno altri 16 feriti. Le cifre sulle vittime, per quanto come sempre destinate a salire col passare delle ore, sono state confermate da funzionari e da fonti mediche irachene.

Fonte: secoloditalia.it