Il Sud con Salvini

Antagonisti minacciano Salvini: “Bombe molotov contro la Lega”

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Sale la tensione in vista della manifestazione (e contromanifestazione) di domenica. Misure di sicurezza imponenti: ma c’è rischio scontri tra centri sociali e polizia

Quando gli antagonisti di sinistra parlano di “democrazia”, hanno in mente qualcosa di preciso: un principio la cui definizione (l’abito) è però ben diversa dalla sostanza (il monaco).

Se tra le colonne di uno Stato democratico campeggiano infatti la libertà di pensiero ed espressione, nella loro definizione tutta particolare questo principio vale solo in alcuni casi. Anzi: non si applica a chi è solito votare con la mano destra. Figuriamoci se è leghista.

Per questo la manifestazione di domenica a Bologna con Salvini, la Meloni e Berlusconi sta diventando una sorta di incubo per i centri sociali emiliani. Pur di vietare il diritto di parola “alle destre xenofobe e sessiste”, son pronti a tutto. Sui social sono comparse diverse minacce. “L’8 novembre vi voglio tutti carichi – si legge nei gruppi Facebook dell’Università bolognese – preparatevi ad un livello di ignoranza e violenza totale. Preparate molotov e fumogeni che domenica si spezzano le reni a qualcuno”. Le vie della città sono imbrattate da insulti contro la Lega e immagini stilizzate di Salvini barrate dal segno di divieto.

Alle dichiarazioni d’intenti seguiranno i fatti? Impossibile prevederlo. Quello che è certo è che la manifestazione sarà blindata. Due cordoni separeranno i militanti leghisti dalla contromanifestazione, ma il rischio di scontri con la polizia è molto alto. Già circolano le accuse del “Tribunale del popolo” agli agenti che verranno impegnati domenica, rei di “difendere i fascisti“. “Vedrai – ci confidano alcuni studenti vicini alla rete anarchica – domenica sarà una rivolta”. Una fonte interna alla questura di Bologna ci fa inoltre sapere che l’allerta è massima così come la preoccupazione delle autorità. Centri sociali, collettivi studenteschi e “anti-leghisti” si troveranno intorno alle 10 di domenica in due punti della città. Forse nella speranza di “accerchiare” in qualche modo il raduno in piazza Maggiore. Un altro gruppetto di manifestanti infine potrebbe partire dal centro sociale Xm della Bolognina, non molto distante dal luogo del “concentramento”.

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C’è da preoccuparsi? La prudenza non è mai troppa. Non si prevedono disastri come a Milano in occasione dell’apertura dell’Expo2015, ma le attenzioni della polizia sono rivolte agli anarchici e antagonisti. Per difendere la “Bologna meticcia e anti-razzista” scenderanno in piazza tutti i centri sociali e i collettivi studenteschi.

Il sito Informa-azione.info, che raccoglie iniziative, appuntamenti e contenuti “antifascisti”, ha dedicato ampio spazio al concentramento di domenica. Loro ci saranno e probabilmente non in maniera pacifica. “L’8 novembre – scrivono nel sito – Salvini e il suo seguito di xenofobi e neofascisti intendono marciare su Bologna, facciamo il possibile per fermarli”. Tutto sta nel vedere quale limite si daranno, se quello della legalità o decideranno d’andare oltre. Le molotov, affermano, sono pronte. “Non esiste un solo modo per sbarrare il passo a questo nuovo blocco reazionario – si legge nel comunicato – esiste però un solo modo di pensare lo scontro, che sia radicale, senza mediazioni né deleghe ed è per questo che non dobbiamo aspettarci concessioni né indulgenze da chi difende i fascisti”.

Abbiamo incontrato alcuni studenti vicini ai gruppi anarchici poco fuori dal portone d’ingresso della Facoltà di Scienze politiche. Confermano, a denti stretti, che se si dovesse presentare l’occasione per menar le mani non terrebbero i pugni in tasca. Non significa che accadrà, ma non è da escludere. Sul muro della biblioteca dell’Università da anni non viene cancellata una scritta che recita: “Contro fascisti e polizia, una smitragliata e via”. Ormai l’associazionefascisti-leghisti è cosa assodata. Si spera non si arrivi anche la mitraglietta.

“Bulaggna ‘an vòl brisa”, Bolgna non vuole le destre. Ed è pronta a farlo capire anche con le cattive: “Salvini ripensi a cosa è successo al campo rom un anno esatto fa”, affermano i due studenti ricordando l’assalto all’auto del leghista come una vittoria, come l’affermazione del “loro” modo di far democrazia: aggressione contro chi la pensa diversamente.

Non è un caso che la contro-manifestazione partirà da “via Stalingrado“, città simbolo dell’Unione Sovietica del partito solo al comando. Trasposizione figurata dell’ostracismo del pensiero unico: per la destra non può esserci libertà d’espressione. Alla destra vanno riservate le molotov.

Fonte: IlGiornale

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