Arabia Saudita oltre l’Isis: il regime interrompe una partita di calcio per un taglio di capelli “anti-islamico”

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 Quando si tratta di rispetto dei diritti umani, l’alleato degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita riesce ad evitare i media mainstream, anche se, solo nel mese di gennaio, in Arabia Saudita sono state giustiziate 47 persone – la sua più grande esecuzione di massa dal 1980. Alcuni sono stati condannati per essere terroristi, ma altri erano attivisti politici. Le esecuzioni hanno scatenato le maggiori proteste pubbliche dalla ‘primavera araba’.

Ecco, allora, un altro, altrettanto sorprendente, esempio della “tolleranza” saudita.Le autorità sportive saudite stanno prendendo provvedimenti contro giocatori che utilizzano acconciature considerate antiislamiche, si legge si alcuni media locali islamici citati da  AFP.

Un video pubblicato su Youtube mostra il taglio di capelli imposto ad un giocatore appena prima di scendere il campo, in osservanza delle regole della federazione calcistica del paese. Nelle immagini si vedono gli accompagnatori dell’Al-Shabab, squadra di Riyad, accorciare la ‘cresta’ appena accenata di Waleed Abdullah prima di poter entrare in campo.
L’organizzazione giovanile del Regno ha chiesto al Comitato Olimpico “di evitare il fenomeno qazaa”. Si tratta di un nome arabo che descrive gli stili eccentrici che spesso utilizzano i giocatori. Secondo le autorità, questo tipo di tagli di capelli vanno contro l’Islam e le tradizioni dell’ Arabia Saudita.