Arresti a raffica nel Nord Italia: reclutavano tagliagole per l’Isis

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Nuova operazione contro l’estremismo islamico. Marito e moglie di Lecco in partenza per la Siria: volevano portare con sé i figli di 2 e 4 anni. Arrestati anche i parenti di alcuni foreign fighter

Volevano partire per lo Stato islamico, a combattere una guerra sanguinaria.

Lo avrebbero fatto portandosi dietro i figlio, uno di 2 e uno di 4 anni. Laggiù, nell’inferno del conflitto siro-iracheno. Così, con l’accusa di “partecipare a una associazione con finalità di terrorismo internazionale”, una coppia è stata arrestata in provincia di Lecco. Le manette sono scattate grazie a una maxi operazione antiterrorismo condotta congiuntamente dalle Digos di Lecco, Varese e Milano che ha portato all’arresto di sei terroristi islamici tra la Lombardia e il Piemonte.

Alla coppia di Lecco, che si stava preparando ad andare in Siria per unirsi aitagliagole dello Stato islamico, si sarebbe dovuto unire un 23enne marocchino residente in provincia di Varese, fratello di Oussama Khachia, un foreign fighter morto in Siria a trent’anni dopo essersi unito ai tagliagole del Califfato. Khachia era cresciuto a Brunello, in provincia di Varese, dove lavorava come operaio. Espulso dall’Italia il 28 gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal ministro dell’Interno Angelino Alfano per alcuni post su Facebook a favore dell’Isis e, in seguito, allontanato anche dalla Svizzera, avrebbe infine raggiunto la Siria dove sarebbe appunto morto. Gli aspiranti jiadisti arrestati oggi erano in contatto con un’altra coppia di coniugi, già residenti in provincia di Lecco e partiti per il Califfato nel febbraio dell’anno scorso. Si tratta di Alice Brignoli, italiana 39enne che ha cambiato il nome in Aisha dopo la conversione all’Islam, e il marito 31enne, il marocchino Mohamed Koraichi. La scomparsa dei due, che risiedeva a Bulciago (Lecco), era stata denunciata un anno fa dalla madre di Alice. I due sono tuttora latitanti, mentre tra gli arrestati nell’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani, oltre all’altra coppia di estremisti islamici che voleva partire da Lecco per unirsi al jihad, figura la sorella di Koraichi.

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