ARROGANZA ISLAMICA, LA PRIMA ATLETA USA CON L’HIJAB AI GIOCHI: “ABITUATEVI”

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“L’America deve abituarsi a gente come me”. Ibtihaj Muhammad è la prima atleta statunitense a indossare l’hijab, il velo prescritto dalla religione islamica, ai Giochi olimpici“Porto solo in giro quello che sono – dice in una intervista alla Stampa – una donna, una afroamericana, una musulmana. Sono tutti aspetti della mia identità che non voglio correggere o nascondere”.

L’amore per la scherma è iniziato a tredici anni. “Mi piace il fatto che qui conta solo il merito – spiega – una volta calata la protezione, resta l’abilità: nessuno ti valuta più in base a sesso o religione”. E avverte con chiarezza: “Non avrei potuto innamorarmi di uno sport che mi chiedeva di trasformarmi”. AlleOlimpiadi in Brasile non porta, dunque, solo la sua bravura con la spada. C’è anche una battaglia politica per “sdoganare” il velo islamico in America e nel mondo. “Bisogna sfruttare al massimo il momento, parlare per chi non ha voce – spiega nell’intervista alla Stampa – l’America deve abituarsi alla gente come me. Non sono una rarità, sono una donna che porta la hijab”.

Ibtihaj racconta di aver vissuto sulla propria pelle il razzismo di certi americani.“Tristezze che comunque non vanno neanche vagamente vicino a quello che hanno vissuto in North Carolina – dice – quella sparatoria mi ha straziata. Il nostro Paese deve cambiare e questo è il momento”. E spera in una medaglia per“eliminare un po’ di stereotipi” e “diminuire i pregiudizi”. Quindi, all’inviato della Stampa che gli chiede un commento su Donald Trump, candidato repubblicano che vorrebbe espellere dall’America tutti gli immigrati musulmani, finge di non capire: “Non mi pare di cogliere il nome, forse non lo conosco”. Molta politica, insomma, poco sport.

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