Assad: Mosca in due mesi ha fatto più degli Usa in un anno

Il presidente siriano risponde ad Obama tramite il canale di Hong Kong, Phoenix Tv, e attacca: in un anno di raid a guida statunitense i terroristi hanno guadagnato terreno

151
epa04963726 A handout picture made available by Syria's official Syrian Arab News Agency (SANA) on 04 October 2015 shows Syrian President Bashar al-Assad during an interview to the Iranian Khabar TV channel in the Presidential Palace in Damascus, Syria, 01 October 2015. The Middle East would face destruction if a regional alliance led by Russia against militants failed, al-Assad said in his first remarks since Moscow started an air campaign portraying it as aimed at fighting terrorism in his war-torn country on 30 September. Several Western powers backing rebels in Syria have repeatedly called for al-Assad - who has been in power since 2000 - to step down to end the country's conflict, which has claimed the lives of at least 250,000, according to the UN estimates. EPA/SANA / HANDOUT

“In soli due mesi di operazioni russe contro l’Isis in Siria, sono stati ottenuti più risultati di quanti ne abbia conseguiti la coalizione internazionale a guida americana in un intero anno”, lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar al Assad, rispondendo alla domanda di una giornalista del canale televisivo satellitare di Hong Kong, Phoenix Tv, che chiedeva al presidente siriano di esprimersi sulla differenza tra l’azione militare russa e quella a guida statunitense in Siria.

Assad ha poi continuato affermando che le operazioni militari statunitensi hanno paradossalmente rafforzato i terroristi permettendogli di “guadagnare sempre più terreno”. “Durante il primo mese di operazioni russe, invece, migliaia di terroristi si sono ritirati lasciando il Paese”, ha poi commentato Assad.

Il presidente siriano ha inoltre ricordato che in Siria si combatte contro jihadisti che provengono da oltre 100 nazioni, compresa la Cina, la Russia e il continente europeo, e che questi terroristi sono “supportati da alcune delle più grandi potenze del mondo compresi gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e il Qatar”. Assad ha infine dichiarato al canale cinese che l’operazione militare di Mosca continua ad appoggiarsi all’esercito siriano sul terreno. Alcune indiscrezioni pubblicate oggi dal Jerusalem Post, che cita il quotidiano kuwaitiano Al Rai, però, mostrerebbero come, al contrario, anche gli stivali russi si sarebbero affiancati a quelli siriani nelle operazioni di terra.

L’attacco di Assad agli Usa sembra essere, infine, una risposta indiretta alle dichiarazioni del presidente americano Barack Obama, che nei giorni scorsi aveva nuovamente screditato Damasco come partner affidabile nella lotta a Daesh in Siria, invitando Mosca ad abbandonare l’alleato siriano e affermando che i raid russi nel Paese non avrebbero fatto altro che facilitare l’avanzata dei terroristi.

Intanto i raid aerei di Mosca in Siria continuano. I caccia russi, secondo quanto ha riferito il portavoce del ministero della difesa di Mosca, Igor Konashenkov, hanno completato 140 missioni e colpito centinaia di obiettivi nelle province di Aleppo, Damasco, Idlib, Latakia, Hama, Homs, Raqqa e Dayr az-Zor.