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Aveva imposto corsi di lingua e cultura romena, preside preso a calci

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È stato aggredito con qualche spintone, un calcio e molti insulti (due giorni di prognosi) il direttore scolastico della scuola media in provincia di Roma che nei mesi scorsi aveva inserito i corsi obbligatori di romeno. A denunciare il fatto lo stesso dirigente scolastico degli istituti comprensivi Ladispoli 1 e “Corrado Melone” Riccardo Agresti.

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Secondo la versione dei fatti del preside, che è un paladino delle battaglie della Kyenge e della Boldrini per l’integrazione degli immigrati, il genitore di un’alunna lo avrebbe aggredito al grido di «Difendi i romeni, non sei un patriota». La scuola, dove un alunno su cinque è romeno, sta sperimentando da quest’anno dei corsi obbligatori di lingua e cultura romena. Per il dirigente scolastico, si può rinunciare a tutto, ma non a sapere come si dice “buongiorno” o “buonasera” a Bucarest. «Il governo romeno ci ha regalato un corso di un’ora la settimana per far conoscere la lingua e la cultura romena e questo ad alcuni non è piaciuto», spiega Agresti.

Il preside che ha introdotto i corsi di romeno ha irritato molti genitori

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In questo contesto di grande apertura agli immigrati romeni, è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il litigio tra due alunee di seconda media, una ragazzina italiana e una romena, è diventato il pretesto per aprire un dibattito sui diritti dei migranti.

L’undicenne bambina italiana è stata additata come esempio di xenofobia e di razzismo ed è stato addirittura convocato il Consiglio straordinario d’Istituto per sigmatizzare gli insulti rivolti dall’alunna italiana nei confronti della coetanea romena. Il copione era già scritto: da una parte la vittima (la giovane romena), dall’altra la carnefice, l’undicenne italiana. La cosa non è piaciuta al padre della bambina e la situazione è degenerata.

«Questo genitore di certo non ha dato alla figlia un insegnamento che attiene al vivere civile», ha attaccato Agresti, che sull’integrazione è schieratissimo a sinistra, avendo firmato petizioni pubbliche per cacciare Borghezio e Calderoli dal Parlamento firmando l’hashtag #iostoconcecilekyenge. Nessun rimprovero è stato rivolto invece ai genitori dell’alunna romena, che pure è stata sospesa per due giorni per avere aggredito la compagna. Al padre della giovane italiana non è rimasto che trasferire la figlia in un’altra scuola. Dove magari gli alunni italiani non vengano penalizzati.

secoloditalia.it

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