Boldrini: un milione di migranti non è un problema, siamo il continente più ricco del pianeta

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La presidente della Camera Laura Boldrini durante il convegno ''La Polizia di Stato con le donne'', Roma, 4 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

“La crisi dei rifugiati è stata creata dal rifiuto di alcuni Paesi europei di fare ognuno la propria parte”. Per loro “questo era un problema che non li riguardava”. Lo ha detto la Presidente della Camera, Laura Boldrini partecipando alla prima sessione di lavoro della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione europea in corso a Lussemburgo, sessione aperta dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e dedicata alla gestione dei flussi migratori.

“Si sta in una famiglia condividendo le responsabilità e non solo i benefici. Noi – ha aggiunto – facciamo parte della famiglia europea. Oggi siamo di fronte ad un flusso di rifugiati che tocca anche la nostra famiglia, in piccola parte ma per la prima volta in modo abbastanza consistente. Mi sembra giusto, naturale, ovvio che ciascun Paese faccia la propria parte. E invece, sorprendentemente, non è così. È una famiglia che ha deciso che solo una manciata di Paesi – Paesi di primo approdo e Paesi di destinazione – si dovesse occupare della gestione di questo fenomeno. Gli altri (Paesi che hanno a cuore i loro cittadini, ndr) hanno detto “no, non è un problema che ci riguarda”. È stato questo rifiuto – ha sottolineato Boldrini – a creare la crisi dei rifugiati: perché se ciascun Passe avesse fatto la sua parte non staremmo a parlare di crisi.

Un milione di persone su una popolazione di 500 milioni è lo 0,2 per cento: come può essere un problema per il continente più ricco del pianeta? L’Europa non può alzare bandiera bianca di fronte a questo: non lo può fare per la sua storia, non lo può fare per il futuro e per le grandi sfide che abbiamo davanti”.

Quanto all’Europa, ha concluso Boldrini, ora deve fare due cose. “Impegnarsi di più nei negoziati di pace e rilanciare un grande ‘piano Marshall’ di investimenti in Africa, perché noi dobbiamo stabilizzare quei Paesi che producono migranti, prima che siano loro a destabilizzare completamente noi” ANSA

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