Brexit, la crisi dei rifugiati è il “fattore paura” che alimenta l’uscita dalla Ue

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Secondo alcuni analisti i cittadini britannici potrebbero votare a favore del referendum proprio per evitare la condivisione degli oneri sull’immigrazione

La crisi dei rifugiati europea ha spinto la Brexit a diventare una realtà concreta, perché la gente nel Regno Unito non è disposta ed è timorosa sulla ripartizione degli oneri di immigrazione imposti dall’Ue. Lo sostengono una serie di esperti che hanno espresso la loro opinione a Sputnik. “Mentre ci avviciniamo al ‘D day’ di giugno, le persone sono sempre più nervose”, ha detto Scheherazade Rehman Direttore della European Union Research Center della George Washington University. “Ciò che ha spinto la Brexit verso l’essere un vero e proprio scenario è l’emergenza immigrazione”, ha ammesso Rehman osservando che il “fattore paura” dà supporto a prescindere da altre considerazioni economiche o politiche. “Ogni proposta dell’Ue chiede una sorta di equità o condivisione degli oneri e gli inglesi non stanno avendo nessuna di questa”, ha aggiunto. Martedì scorso, un sondaggio Icm ha rivelato che i cittadini del Regno Unito sono favorevoli ad uscire dall’Unione europea con un margine del 44-46 per cento, che arriva a meno di un mese dal referendum di mantenimento del paese nell’Unione Europea. I cittadini britannici potrebbero votare la Brexit proprio per evitare la condivisione degli oneri che vedono la possibilità di ricevere nel paese dai 20.000 ai 100.000 immigrati, ha suggerito Rehman secondo il quale l’immigrazione sarà un problema di lungo termine per l’Ue e i suoi paesi membri. Rehman dubita, tuttavia, che il Regno Unito uscirà dall’Unione europea perché sarebbe una “sentenza di morte” per la business community della Gran Bretagna, dato che i produttori e le imprese hanno accesso esentasse a beni e servizi e movimento di persone dentro e fuori l’Unione europea. “Una volta che il Regno Unito sarà fuori del mercato unico, che è il vero gioco qui, i costi economici saranno orrendi per gli inglesi”, ha affermato. L’ex presidente di Timor Est Jose Ramos-Horta ha detto in un editoriale pubblicato su The Huffington Post che i politici europei hanno pagato un alto prezzo politico per accogliere gli immigrati. “Molti sono favorevoli alla Brexit e stanno usando la crisi dei rifugiati come uno spaventapasseri”, ha detto Ramos-Horta. La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha avvertito che il Regno Unito avrebbe perso influenza se avesse lasciato l’Unione europea, e ha suggerito che potrebbe richiedere fino a dieci anni per negoziare nuovi accordi commerciali con gli Stati Uniti. Il primo ministro David Cameron e il leader degli altri 27 Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo nel mese di febbraio di concedere il Regno Unito uno status speciale all’interno del blocco.

Fonte: Il Velino