BUFERA SULLA CONSIGLIERA ISLAMICA: NEL TEAM IL COGNATO SPACCIATORE

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Lo scorso 11 giugno, in piena campagna elettorale, il consigliere di Milano Popolare, Matteo Forte, chiedeva chiarimenti a Beppe Sala sull’eventuale moschea da costruire a Milano:”Ognuno è libero di parlare con chi vuole – E Sala è libero di chiedere voti a chiunque, soprattutto a liberi cittadini incensurati che hanno il diritto di appartenere alle più diverse fedi.

Ma ci sono domande fondamentali a cui dovrebbe rispondere”. “Quando dice che a Milano una moschea si farà, ne ha in mente una finanziata coi milioni del Qatar raccolti dall’Ucoii? È sicuro che questo privilegi un islam italiano?”. Forte si esprimeva giustamente su “liberi cittadini incensurati”, ma la pagina Facebook Stop Muslim Brotherhood in Italia questa mattina portava alla luce un fatto molto grave.

Il cognato di Sumaya Abdel Qader, la candidata con Sala alle amministrative, Issam Kabakebbji, nel gennaio 2008 veniva arrestato dalla polizia milanese con l’accusa di coltivare e spacciare marijuana. Issam è figlio del presidente del Caim e del Waqf al- Islami, Maher Kabakebbji.

Nonostante la difficoltà nel reperire informazioni sulla vicenda, la notizia viene confermata da un articolo del Corriere della Sera, datato 31 gennaio 2008, dal titolo “Le tecniche apprese attraverso Internet. Coltiva marijuana con lampada abbronzante. Uno studente italiano di origini siriane, Issam Kabakebbji, spacciava erba che cresceva nella serra casalinga”. Il pezzo è riportato qui sotto: “Issam Kabalebbji, 28 anni, italiano di origini siriane, studente di economia all’università Bicocca, invece di approfondire le teorie di Keynes o di Samuelson, preferiva investire il suo tempo (e il suo talento) in un’altra direzione: come coltivare in casa la miglior marijuana di Milano.

Tanti sforzi e tanti studi (specie spulciando internet sino a notte fonda) sono andati in fumo (si fa per dire) quando martedì, allorquando si trovava a Verona, ha ricevuto una telefonata: ‘C’è un allagamento nel piano sottostante casa sua. Venga immediatamente perché abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco’. Una scusa bella e buona inventata dal commissario Angelo Murtas, del commissariato Città-Studi, per farlo tornare. Al rientro in via Malpighi 8, lo studente è stato arrestato e posto ai domiciliari. In casa (un appartamento di 6 stanze condiviso con fotomodelli e studenti) i poliziotti hanno trovato un porta-abito portatile allestito come una vera e propria serra provvisto di impianto di climatizzazione e aspirazione e filtro contro gli odori. E anche con una lampada Uva. Il tutto per far crescere delle piante di 70 centimetri di marijuana”.

Dunque una vera e propria coltivazione di marijuana, ingegnosamente ideata in casa propria e con chiari fini. La notizia trovava ulteriore conferma sul sito “Informare per Resistere” dove vengono pubblicate le foto della serra casalinga e della “segnaletica” di Kabakebbji Issam. Di per sè nulla di grave, la colpa dei parenti non deve ricadere sui familiari, su questo non ci piove.

Il discorso cambia però nel momento in cui tali personaggi vengono coinvolti nella campagna elettorale e a quanto pare così è, visto che è la stessa Sumaya in un post del 20 giugno, dopo essere stata eletta, a ringraziare il suo team e tra i nomi citati c’è proprio Issam Kabakebbji che ora si occupa di comunicazione, marketing e social network. Issam era noto in ambiente Pd visto che si era mobilitato molto a favore dell’assessore Pierfrancesco Majorino, alle primarie del 6-7 febbraio, come mostrano i numerosi screenshot sul suo profilo Facebook

In un’altra foto Issam compare assieme a Tarek al-Swaidan, il predicatore al quale è stato recentemente vietato l’ingresso in Italia per radicalismo. Al-Swaidan era stato fotografato anche con Sameh Meligy, inizialmente candidato col Pd ma poi ritirato a causa di ciò. Il fatto che è emerso oggi è molto grave e a questo punto il Pd e Sumaya Abdel Qader devono serie spiegazioni ai propri elettori e ai milanesi tutti.

Fonte: Qui