IN GERMANIA E’ COME IN SIRIA – Per le strade è guerra civile fra islamici

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A Berlino è stato bruciato un monumento che ricordava le vittime alawite della guerra. Gli attenatori sono probabilmente turchi. E le tensioni tra musulmani in Europa non si fermano

Il conflitto tra islamici che sta insanguinando il medio oriente si manifesta anche per le strade della Germania.

A Berlino è statod ato fuoco ad un monumento in ricordod egli alawiti uccisi. L’attentato proviente con tutta probabilità dal mondo sunnita, che è fortemente radicato nel quartiere in cui il monumento si trovava: la zona di Kreuzberg, ex quarteire alternativo della capiatle tedesco e oggi divenatto una vera e propria colonia turca, quindi sunnita.

L’incendio doloso è avvenuto nella notte ed ha seguito una serie di polemiche da parte della comunità turca. I socialdemocratici della Spd e dei Verdi, che amministrano il distretto, avevano autorizzato la costruzione di tale memoriale a nome della copmunità alawita, la setta religiosa musulmana di cui fa parte anche il predidente siriano Bashar al Assad. Questa decisione aveva però generato la rabbia delle sitituzioni turche e crato diverse tensioni all’interno del quartiere. “Il monumento è una provocazioen che genera solo rabbia e conflitti tra le diverse comunità” era stato il monito dei turchi, che chiedevano di proibirne la costruzione. Le loro richiedste non sono state ascoltate e nella notte il monumento ha preso fuoco.

Questo fatto non è isolato. Gli scontri all’interno del mondo musulmano sono all’ordine del giorno anche in Europa e soprattutto in Germania. Pochi sanno, per esempio, che a Berlino i negozi di kebap, l’oramai famosa pietanza turca inventata dagli immigrati turchi trapiantati nella capitale tedesca, sono soprattutto a gestione curda e che una fetta importante della nutrita comunità turca di Germania proviene dal non riconosciuto Kurdistan. Gli scontri tra curdi e turchi, come anche quelli tra sunniti e alawiti, avvengono regolarmente e sono ampiamente registrati dalle froze dell’ordine.

Fonte: Il Giornale