CAOS MIGRANTI, CORTEO DI AFRICANI A VENTIMIGLIA IN MARCIA VERSO LA FRONTIERA FRANCESE, ALTRI IN ARRIVO DA GENOVA

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VENTIMIGLIA – La situazione dell’ordine pubblico nella cittadina italiana al confine con la Francia sta precipitando. Centinaia di migranti africani senza al alcun diritto di rimanere in Italia e tanto meno in Europa, ma che il governo italiano non espelle lasciandoli liberi di circolare – e possibilmente fuggire oltre frontiera illegalmente – questa mattina hanno deciso di marciare in massa verso il confine francese sperando di superarlo con la forza.

Ma sono stati bloccati da un ingente schieramento di poliziotti in assetto anti sommossa prima di raggiungere il confine con la Francia.

I circa 150 migranti presenti al momento a Ventimiglia e una ventina no borders – estremisti di sinistra accusati a più riprese di atti vandalici, intimidazioni e minacce alle forze dell’ordine – questa mattina attorno alle 10.00 hanno lasciato la chiesa di San Nicola dove venivano ospitati da domenica notte dal parroco per cercare di raggiungere a piedi il valico di frontiera di Ponte San Ludovico, luogo simbolo delle proteste di clandestini africani dell’estate scorsa.

Il corteo, aperto da uno striscione con scritto “Negli ultimi 3 giorni le frontiere hanno ucciso 700 fratelli e sorelle: apritele”, è stato fermato all’altezza del Forte dell’Annunziata. Tra manifestanti e forze dell’ordine finora non si sono registrati particolari momenti di tensione, benchè l’atmosfera sia quella che precede allo scontro. I migranti e gli attivisti si sono seduti per terra davanti ai poliziotti in emzzo alla strada e sembrano determinati a non tornare indietro.

Nel frattanto, la solita e ben remunerata “macchina del buonismo” s’è messa in moto in loro “soccorso”: sono stati gli operatori della Caritas a portare loro il classico pacchetto alimentare, che però gli africani hanno rifiutato per protesta, fermi in via Verdi, dopo che la polizia ha bloccato loro l’accesso all’Aurelia.

In mattinata sono stati sottoposti a fermo di identificazione altri No border. Anche loro, come gli otto di ieri sera, rischiano il foglio di via da Ventimiglia. Infatti, quattordici estremisti del collettivo “No border” sono stati prelevati, ieri sera, dalla polizia, mentre si trovavano nella chiesa di San Nicola, dov’erano ospiti del parroco assieme a un centinaio di migranti africani, per essere portati in Commissariato, dove sono stati sottoposti a fermo di identificazione.

All’origine dell’intervento della polizia un atto vandalico avvenuto, poche ore prima, ai danni di un mezzo della Croce Rossa, una Fiat Panda posteggiata di fronte alla sede di via Dante, sul quale e’ stato scaricato un estintore che sarebbe stato rubato dal salone della parrocchia.

I sospetti sono subito caduti sui “No border” e dopo un primo tentativo delle forze dell’ordine di ottenere il nome del colpevole con le “buone”, tentando una mediazione con gli altri attivisti, alla fine, gli agenti sono stati costretti a portare tutti in caserma. La Croce Rossa ha annunciato che presenterà denuncia contro di loro. Ad una decina di questi estremisti è stato notificato un foglio di via dalla stessa polizia che li ha condotti in Commissariato. Inoltre, è emerso che all’arrivo della polizia l’estremista “No Border” che aveva danneggiato il mezzo della Croce Rossa si era già dileguato, facendo perdere le proprie tracce. Probabilmente si tratta di un delinquente che avrebbe rischiato molto di più di una denuncia e di un foglio di via se fosse stato fermato e identificato.

In aggiunta a tutto ciò, nel pomeriggio di ieri controlli e tensione nella stazione ferroviaria di Genova Principe, blindata sempre dalla polizia per impedire agli africani – arrivati coi barconi dalla Libia – di raggiungere il confine di Ventimiglia. La polizia ne ha fermati a decine, mentre fra i binari della stazione estremisti No Borders contestano il fermo di questi africani e “presidiavano” la stazione nel tentativo di avvertire dei controlli e della retata gli altri africani che sopraggiungevano. Dieci No Borders sono stati fermati a forza e identificati dai poliziotti. Il tutto, mentre la gente, famiglie italiane, viaggiatori e anche qualche turista cercavano di prendere i treni.

Questa la cronaca di 24 ore di un Paese, di una città come Genova e di una località turistica quale era Ventimiglia prima di essere invasa dagli africani. Una cronaca da spavento.

Fonte: Il Nord