Il Sud con Salvini

Case occupate dagli immigrati: ​famiglia italiana vive in camper

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“Se fossimo profughi almeno avremmo un tetto…”. Cristina e Fulvio abitano a Roncadelle, paesino in provincia di Brescia amministrato dal piddino Damiano Spada.

Hanno una figlia di 16 anni e un tempo avevano anche una casa e un lavoro. Avevano perché oggi sono costretti a vivere in un camper che gli è stato prestato da un amico. Dopo aver perso entrambi il lavoro, sono infatti stati buttati su una strada da chi gli affittava la casa. Nemmeno i centri di prima accoglienza li hanno voluti. “Ci hanno detto che se volevamo un letto avremmo dovuto pagare”. Per gli immigrati, invece, è sempre tutto gratis.

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“Un amico ci ha prestato un camper – racconta Fulvio – ma lo usiamo solo a motore spento perché non abbiamo soldi per la benzina e quindi non c’è il riscaldamento”. Dopo aver perso il lavoro ed essere stati sfrattati di casa, come racconta Giuseppe Spatola su Libero, Fulvio e Cristina sono andati in un albergo di Brescia che accoglie gli immigrati. Qui l’albergatore si becca dal ministro degli Interni Angelino Alfano la bellezza di 35 euro a extrecomunitario. Ma non è disposto ad accogliere italiani. Perché, ovviamente, con loro non guadagnerebbe nulla. “Visto che ci hanno detto che le case popolari erano destinate a extracomunitari in lista di attesa da tempo – raccontano Cristina e Fulvio – ci siamo presentati davanti all’elbergo dei profughi avanzando la pretesa di assistenza. Abbiamo solo chiesto ospitalitàcon nostra figlia”. Ma la risposta dell’albergatore gli ha fatto gelare il sangue nelle vene. “A differenza degli stranieri – spiegano i coniugi – non abbiamo avuto sostegno, cacciati perché se volevamo la camera dovevamo pagarla come tutti gli altri, profughi esclusi”.

Ora Cristina e Fulvio vivono per strada. Stanno in un camper con la figlia di soli 16 anni. “In Comune – spiega la donna – ci hanno detto di fare affidamento alla struttura dei senza tetto di Brescia. Ma noi oggi siamo una famiglia che un tetto l’aveva. Oggi non siamo in grado di pagare neppure la caparra per affittare un appartamento e dalla chiesa non abbiamo avuto nulla a parte la promessa di preghiere”.

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