Choc a Livorno: italiana 31enne pestata dal suo ex nordafricano perché “vestita succinta”

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LIVORNO. Maschilismo, pregiudizio e violenza si mescolano in un brutto episodio successo mercoledì pomeriggio. Una livornese picchiata dal suo ex, un nordafricano: è accaduto sul lungomare, dove si erano dati appuntamento per il loro figlioletto, che, dopo aver trascorso del tempo con il padre, doveva tornare con la mamma. «I tuoi abiti sono troppo succinti», avrebbe detto lui alla donna, prima di prenderla a botte. La giovane è dovuta andare in ospedale per le cure: per fortuna ha ferite lievi, guaribili in pochi giorni. Ma la paura non è quantificabile.

Sono circa le 18, siamo nei pressi dell’Acquario. Da un lato c’è una livornese di 31 anni e dall’altro il suo ex, anche lui poco più che trentenne, tunisino. I due sono stati sposati per tre anni, ma ora sono in fase di separazione e hanno un bimbo piccolo.

L’impatto è subito duro e l’uomo appare nervoso sin dalle prime battute. Come racconterà poi lei alle forze dell’ordine, sembra che voglia attaccare briga. A un tratto esce allo scoperto facendo commenti sul look di lei, che indossa i leggins e una maglietta: «Ma come sei vestita? Quegli abiti sono troppo succinti, non ti vergogni?». La giovane cerca di difendersi semplicemente facendo notare che si sbaglia e soprattutto che è libera di vestirsi come vuole. Ma lui, a quanto pare, non ci sta. E comincia a lanciarle una serie di insulti che culminano pochi istanti dopo con un’aggressione fisica. Lui la colpisce più volte al volto, la prende per un braccio e la strattona, mentre continua a insultarla. Tutto davanti al piccino.

Alcuni passanti, alla vista della scena, chiamano la polizia. Sono spaventati e non intervengono direttamente: questo è quanto emerge dai successivi rilievi degli agenti. Sul posto, infatti, poco dopo arrivano i poliziotti delle volanti della questura. Sul posto ci sono la donna, dolorante, l’ex e il bambino. Gli agenti identificano tutti i presenti e raccolgono le testimonianze. La vittima racconta tutto, ma alla possibilità di essere accompagnata in pronto soccorso in ambulanza preferisce recarsi con i suoi mezzi, per avere modo di affidare ai parenti il bimbo.

La donna è sotto choc. Le sue ferite non sono gravi (5 giorni di prognosi), ma ai soccorritori appare molto provata, soprattutto psicologicamente, anche perché in ospedale si presenta anche lui, che appare ancora nervoso.
La 31enne a quel punto presenta denuncia al posto fisso di polizia dell’ospedale. L’accusa su cui indagano gli investigatori è atti persecutori.

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