Il Sud con Salvini

Ci siamo sottomessi agli integralisti per non combatterli

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Ci siamo sottomessi, inutile negarlo e criminale nasconderlo. Se gli jihadisti ci dichiarano guerra è perché hanno trovato terreno fertile in Europa.

Abbiamo permesso loro di seminarlo grazie alla presunzione di chi, per farseli amici, era convinto di poterli controllare o quantomeno di essere risparmiato dal loro odio. Un atteggiamento che parte lontano, quando il cosiddetto «lodo Moro» garantiva immunità ai terroristi palestinesi per operazioni e passaggi di armi purché non compissero attentati in Italia. Gli episodi sono diversi: 1973, Ostia; 1979, Ortona; 1985, Sigonella. Ma il «lodo Moro» è continuato anche dopo la sua morte ed è una politica che accomuna i Paesi europei: tollerare se non collaborare con il terrorismo islamico e i suoi padrini. Ma si può vivere in pace con chi rifiuta la pace? Sì, eccome. La studiosa Bat Ye’or, che ha coniato il termine Eurabia, la definisce dhimmitudine, cioè la sottomissione all’islam per essere protetti o almeno tollerati. «Hanno accettato la dhimmitudine per non affrontare il jihadismo ha ripetuto più volte Bat Ye’or . Volevano trovare la pace a qualsiasi prezzo con il mondo islamico».

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Non è solo una questione di rapporti economici, che hanno comunque il loro peso fra risorse energetiche e partecipazioni finanziarie dei Paesi islamici nell’economia europea. Ma è una vera e propria resa in cambio di un’incolumità che non è garantita a nessuno, come dimostrano gli attacchi jihadisti. Oriana Fallaci lo urlava nei suoi libri e nei suoi articoli. «Sono quattr’anni che mi scaglio contro il Mostro deciso a eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principii e i nostri valori – scriveva nel 2005 all’indomani degli attentati a Londra -. Sono quattr’anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all’Occidente, di culto della morte, di suicidio dell’Europa. Un’Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba». Come spiegare altrimenti quello che accade in un continente cristiano, dove nessuno si ribella all’offensiva contro il Natale, contro il presepe, contro il crocifisso, contro le immagini sacre. E tutto questo perché l’Europa, nella sua follia buonista e politically correct, ha aperto le porte al cavallo di Troia, cioè a quell’immigrazione che non vuole integrarsi. «Quattr’anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro scriveva la Fallaci cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte». Un Mostro creato e alimentato dall’Occidente. Durante la guerra fredda lo ha incoraggiato e finanziato per combattere l’ateismo comunista. Poi, caduto il Muro, ha pensato di poterlo veicolare e controllare, permettendogli pure di prendere il potere con le cosiddette primavere arabe. Ma è stato un fallimento. Perché l’islamismo concepisce solo due fronti nella sua guerra: il proprio e quello degli infedeli. E noi da che parte stiamo?

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