Il Sud con Salvini

Colonia, gli antifascisti difendono gli stupri: “Carenza di affetto”

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Chiamarla farneticazione, forse, è troppo poco. E probabilmente sarebbe stato doveroso anche lasciare queste frasi nell’oblio dell’indifferenza.

Ma le giustificazioni dell'”osservatorio antifascista” sui fatti di Colonia, dove circa mille immigrati hanno violentato più di 100 donne, rappresentano in tutta la sua ideologia il pensiero medio di chi, pur di difendere gli immigrati, s’inventa scuse assurde. Che mai avrebbe adottato per uno stupratore italiano.

“Gli accusati, molto probabilmente – si legge nel post di Facebbok – sono fuggiti da guerre, carestie e indigenze varie. Si saranno sentiti emarginati e in carenza di affetto, quindi hanno agito di conseguenza”. Carenza di affetto. Se non fosse ancora rintracciabile online, potreste non crederci. Invece è così: pur di regalare una via d’uscita dal crimine che hanno commesso a quei “profughi”, gli “antifascisti” tirano fuori dal cappello la carenza d’affetto. E allora perché non giustificare anche i fidanzati che, abbandonati dalla ragazza, violentano e uccidono le loro “amate”.

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Nessuno sarebbe in grado di sostenere una tesi del genere. Ma gli “antifascisti” sì, solo se a commettere il reato sono gli stranieri. Ora, alcuni commentatori del post fanno presente che la pagina sarebbe un falso. Potrebbe anche essere (e in molti lo sperano) se si prende per buono quel “in chiave ironica” nella descrizione. Ma leggere queste frasi fa comunque impressione. “Potrebbe essere un ‘troll’. Ora ragazzi – commenta infatti Marco sul post – tornate nei vostri centri commerciali anarchici a giocare ai comunisti perché non é ironico quello che state scrivendo e sta diventando una cosa troppo estremista”.

Dal post si evince che chi è in fuga da guerre, senza una casa, è legittimato a stuprare e derubare delle donne indifese. Tutto torna. In fondo, sempre sulla stessa pagina si legge: “Non sono stupratori, non è giusto chiamarli in modo tale, ma andrebbero chiamati al massimo molestatori”.

@GiusDeLorenzo

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