COMINCIANO GLI EUROPEI DI CALCIO TRA MONTAGNE DI SPAZZATURA, SCIOPERI A CATENA E ALLARME ATTENTATI ISLAMICI

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PARIGI – In Francia il braccio di ferro tra governo e sindacati sul disprezzatissimo “Job Act alla francese” al quale si oppongono più di 65% cittadini di ogni strazione sociale, secondo tutti i sondaggi, ha raggiunto livelli inauditi, nell’immediata vigilia dei Campionati europei di calcio che inizieranno stasera con la partita di esordio tra la nazionale francese e quella della Romania.

Nel paese non solo non si spegne ma aumenta l’ondata di scioperi nei settori dei trasporti ferroviari, aerei e su strada, in quello dell’approvvigionamento di carburanti e ora persino nella raccolta di rifiuti che ormai stanno sommergendo le maggiori città francesi e soprattutto la capitale Parigi: e questo perchè si sono saldati gli scioperi da vertenze di categoria a quelli di massa dall’opposizione dei sindacati alla legge di riforma del Codice del lavoro firmata dalla ministra Myriam El Khomri.

Il risultato è la paralisi totale del Paese.

Il traballante governo socialista di Valls da parte sua denuncia la “guerriglia sindacale” e minaccia di ricorrere alla “precettazione dei lavoratori per garantire i servizi pubblici”, mossa che già in passato provocò come reazione lo sciopero generale  e in una occasione anche la immediata caduta del governo.

Ma intanto fonti di governo annunciano un incontro della contestatissima ministra El Khomri – ieri inseguita addirittura sotto casa da centinaia di manifestati – con il segretario nazionale della Cgt, Philippe Martinez: questo sindacato, il più radicato e potente di Francia e’ infatti il principale organizzatore degli scioperi che stanno creando enormi disagi in Francia in questa primavera 2016.

Il rischio, scrive il quotidiano conservatore “Le Figaro”, e’ che lo scontro sulla riforma del Lavoro che approderà in Senato martedi’ 14 giugno per l’approvazione definitiva, si concluda con due pesantissime sconfitte: quella del governo socialista travolto dalle proteste popolari di massa che hanno investito il paese e che garantiranno la catastrofe elettorale dei socialisti alle presidenziali (non a caso l’ultimo sondaggio dà Marine Le Pen largamente in testa nella corsa all’Eliseo) ; e quella della Francia nella persona di Hollande, come garante dell’organizzazione del campionato europeo di calcio.

L’immagine della Francia e’ infatti gia’ seriamente intaccata dagli scioperi: i media internazionali hanno finora dedicato molto piu’ spazio ai prevedibili disagi per turisti e tifosi di calcio che alla preparazione della competizione; e diversi organi di stampa avanzano persino serissime preoccupazioni sugli effetti che le agitazioni sindacali avranno sulle ricadute economiche che la Francia, come Hollande e Valls avevano annunciato, sperava di ottenere dall’organizzazione della competizione calcistica.

In pratica, avanti così se nulla cambierà finirà certamente con un disastro. Disastro al quale concorre anche l’allarme terrorismo.

E’ da diverse settimane ormai che Hollande, Valls ed il ministro dell’Intero Cazeneuve snocciolano le cifre dell’imponente dispositivo messo in campo per garantire la sicurezza dello svolgimento dei Campionati europei di calcio 2016 per la protezione dei 2 milioni e mezzo di spettatori che si prevede assieperanno i dieci stadi in cui si terranno gli incontri ed i 7-8 milioni di tifosi che assisteranno alle partite sui maxi-schermi televisivi installati nelle cosiddette “fan zone”: un dispositivo forte di 42 mila agenti di polizia, 30 mila militari della gendarmeria nazionale, 2.500 pompieri, 300 sminatori, 13 mila guardie giurate, migliaia di soldati dell’esercito.

Non è certo questo, il clima nel quale svolgere gare calcistiche. La Francia è militarmente in stato d’assedio.

Fonte: Il Nord

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