“Contro Isis servono almeno 50.000 soldati”

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“Al culmine dell’ultima guerra in Iraq, gli Stati Uniti avevano sul terreno 168 mila soldati. Oggi, invece, ne abbiamo 5mila,

in gran parte come consulenza. Per vincere servirebbero almeno 50mila uomini”. E’ questa l’opinione dell’ex Capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti  Ray Odierno, intervenuto ad una tavola rotonda per la Foundation for Defense of Democracies.

“L’intera coalizione dovrebbe schierare una forza di tali dimensioni per sconfiggere lo Stato islamico, ci sono poche alternative al riguardo. E’ una forza che, però, non possono schierare solo gli Stati Uniti. Servirebbe quindi un’intesa per ottenere il sostegno della Coalizione”.

Odierno ha sottolineato l’importanza di riprendere il territorio conquistato dallo Stato islamico, ma per la prima volta un militare USA, sebbene in congedo, parla di quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una forza di invasione come unica possibilità per sconfiggere il califfato.

“L’Iraq è ben lungi dall’essere un paese unificato a causa dell’Iran che non permetterà mai ai sunniti di essere presenti in modo significativo nel governo. Avevamo proposto un contingente fisso di 20 mila soldati, ma la Casa Bianca ed il presidente iracheno Nouri al-Maliki, la pensavano diversamente. Quel ritiro ci ha resi ciechi. Abbiamo perso ciò che noi chiamiamo la nostra rete di intelligence sul terreno”.

Odierno, infine, è uno dei pochi ad aver conosciuto al-Baghdadi.

“Era un criminale di quartiere, lo abbiamo catturato un paio di volte. Poi un giorno accento la tv e lo vedo che legge un discorso come capo dello Stato islamico. Ci sono alcune persone a cui interessa solo una cosa: un nemico da combattere. Sono nati con questa idea, vivono e muoiono con questi propositi”.

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