COSÌ IL SINDACO DEL PD “SFRATTA” LA BIBLIOTECA LIBERALE…

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La Biblioteca Melenzio esiste dal 2005. È nata a Sant’Agata dei Goti, borgo storico in provincia di Benevento, per volontà di Giancristiano Desiderio, filosofo e giornalista (collaboratore anche del Giornale), che l’ha intitolata al nonno, Michele Melenzio: undici anni dopo, ospita quindicimila volumi, è riconosciuta dalla regione Campania e fa parte del circuito delle biblioteche nazionali. Però non ha più un luogo dove stare: infatti una delibera comunale ha stabilito che i locali che la ospitano debbano tornare al Comune. «Si tratta di un edificio amministrato dal Comune – spiega Desiderio – che è stato dato in comodato d’uso alla Pro Loco, con la quale ho fondato la Biblioteca». Perché il Comune di Sant’Agata, guidato dal sindaco Pd Carmine Valentino, all’improvviso ha deciso di riprendersi i locali? «Nella delibera non c’è motivazione, è come l’atto di un podestà» dice Desiderio. «Certo noi ci opporremo: abbiamo già lanciato una petizione, on line e porta a porta, per salvare la Biblioteca e i suoi libri».

Ieri c’è stato anche un flash mob a Benevento, dal titolo «Regala un libro al Pd»: tutti potevano portare un volume davanti alla sede provinciale del partito. Un passo indietro. Il 12 aprile scorso alla Biblioteca si tiene il primo di tre seminari dedicati a filosofia e cultura politica, intitolato «Verità e potere nel Novecento»: «Lo tenevo io e si parlava di regimi totalitari, come sono nati, il tradimento degli intellettuali. Stavo per iniziare quando due agenti della polizia locale sono entrati e hanno chiesto che cosa stessimo facendo, hanno voluto visionare gli elenchi degli iscritti al seminario, hanno fatto una ispezione e steso un verbale. Dopo qualche giorno, la giunta all’unanimità ha deliberato la revoca del comodato d’uso per i locali in cui c’è la Biblioteca, senza motivazione».

Il sindaco di Sant’Agata dei Goti, Carmine Valentino, nominato da poco anche segretario provinciale del Pd di Benevento, dice: «Non ho notificato alcun atto alla Biblioteca Melenzio, è improprio parlare di sfratto. Il procedimento è stato avviato verso la Pro Loco. Non ho pregiudizi verso alcuno». Per il Comune rientra insomma nella prassi: la chiusura di un comodato d’uso, come avvenuto anche con altri enti e come previsto dal contratto. Però in quei locali c’è una Biblioteca, che ospita fra l’altro molti volumi sulla storia di Sant’Agata dei Goti e su Papa Sisto V. Per Desiderio il motivo della decisione è «semplice»: «Io e la Pro Loco non siamo graditi all’amministrazione comunale e al suo sindaco». Ma di che cosa si parlava in quel seminario? «Solo di storia del ‘900; nel secondo si è parlato di Gaetano Salvemini; il prossimo, il 10 maggio, sarà sul Liberalismo nel ‘900. Non c’è relazione con la vita amministrativa e politica del comune, ma io dico: e se anche fosse? Non c’è motivo per mandare degli agenti in una biblioteca, come in un regime di polizia. Questo è il seguito di una trafila di atti che perseguitano alcune persone, che hanno il solo torto di manifestare il loro dissenso. Lo so, sembra incredibile…»