Costretti a dormire in azienda per i troppi furti. Lo sfogo del figlio di un piccolo imprenditore di Bergamo

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Lo sfogo del figlio di un piccolo imprenditore di Bergamo vittima di numerosi furti: “Se entri in casa mia è giusto che io ti spari”

Ecco cosa leggiamo su Il Giornale:

Mirko Moroni è il figlio del proprietario di una azienda nel bergamasco.

Da tempo deve fare i conti con l’incredibile incremento di furti che subiscono le imprese, soprattutto al Nord. “Se lasci spazio ti svuotano il capannone ogni giorno”, dice sconsolato ai microfoni di Night Tabloid.

Il padre, infatti, di Mirko è costretto a dormire in azienda. Si è portato un letto vicino ai macchinati per evitare di trovarsi il capannone svuotato e doverci rimettere tanti, troppi soldi. “Ci dormiamo e ci cuciniamo – racconta il figlio – Alla fine diventa come una casa”. All’interno tengono delle armi “bianche” per riuscire a difendersi, nel caso fosse necessario, come coltelli e balestre. Armi che il padre tiene nello stanzino dove dorme.

La posizione di Mirko è chiara. “L’Italia è un paese di merda – dice – mi vergogno di essere italiano. Perché siamo solo dei coglioni che pagano le tasse. Le leggi non ci sono, i governanti fanno quello che vogliono. E noi paghiamo solo le tasse”. E la legittima difesa? “Se scavalchi il cancello a casa mia, è giusto che io ti spari”.

Al fianco del giovane si è schierato anche Luca Zaia. Il governatore del Veneto oggi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook l’intervista a Moroni e ha commentato: “Difficile non capire lo sfogo di questo ragazzo, figlio di un piccolo imprenditore costretto a vivere nel suo magazzino per ‘presidiarlo’ dopo i continui furti subìti. Questa non è vita, chi ha una azienda o una proprietà non può esser lasciato solo a difendersi!”

via Il Giornale