Il Sud con Salvini

Crisi senza fine, piccole imprese decimate. Licenziati circa 2,5 milioni di lavoratori

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Sette anni di crisi economica hanno mutato il volto dell’economia italiana: aumentano le concentrazioni di imprese mentre soffrono le piccole. In 200 mila non hanno più trovato lavoro

Dal 2008 al 2014, nelle imprese con oltre 15 dipendenti sono stati distrutti circa due milioni e quattrocentocinquantatremila posti di lavoro, tre su quattro dei quali (1.840.000) per la chiusura di imprese che erano attive nel 2008 e il restante 25% (613.000) per riduzioni nella dimensione di imprese che hanno continuato a essere in vita in tutto questo periodo. E’ quanto rileva il rapporto annuale dell’Inps.

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IN DUECENTOMILA NON HANNO PIU’ TROVATO LAVORO. Allo stesso tempo sono stati creati circa 2,2 milioni di posti di lavoro (2.236.000), di cui poco più della metà (1.170.000) per via della nascita di nuove imprese e la parte restante per l`espansione di imprese che erano già attive nel 2008. Il forte turnover delle imprese negli anni della crisi ha comportato una loro maggiore concentrazione. La dimensione media delle imprese è aumentata passando da 68 a 74 addetti per impresa.

BOERI: BENE IL JOBS ACT. Il presidente dell’isituto previdenziala Tito Boeri ha difeso il Jobs Act, che a suo avviso ha funzionato, permettendo al 2015 di confermarsi un anno di grande cambiamento nelle modalità d’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro: “il numero dei contratti a tempo indeterminato è aumentato del 62% e addirittura del 76% per gli under 30 anni, così come la percentuale di occupati con contratti a tempo o stagionali, tra i giovani, è scesa dal 37 al 33%”.

Fonte: Today

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