CROLLATE IN SVIZZERA LE ”RICHIESTE DI ASILO”: CHIUSI DECINE DI CENTRI DI ”ACCOGLIENZA”: PRESIDIARE I CONFINI FUNZIONA

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LONDRA – La chiusura della rotta balcanica ha scatenato accese polemiche tra i sostenitori dell’accoglienza a tutti i costi, ma tale blocco ha avuto risultati positivi in Svizzera visto che ha portato a un calo delle domande di asilo e di conseguenza molte strutture di accoglienza cantonali sono diventate inutili e hanno chiuso. Principale motivo della forte di minuzione delle domande di asilo, e va ricordato che meno del 10% viene poi accolta, sta nel fatto che dalla scorsa estate sono stati notevolmente aumentati in controlli dei confini, specialmente quelli con l’Italia, anche con l’impiego dell’esercito.

La Segreteria di Stato svizzera della migrazione prevede che nel 2017 vengano depositate 24.500 richieste anche se c’e’ da dire che queste previsioni sono valide solo se l’accordo tra Unione europea e Turchia regge. In caso di rescissione, il numero di richiedenti potrebbe infatti immediatamente tornare a salire, portando le domande a quota 32.000 e di concerto le espulsioni umenteranno notevolmente.

Per ora però, il calo dei migranti ha portato alla chiusura di diverse strutture di accoglienza e rifugi della protezione civile nei cantoni di Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea Città e Vaud. In quest’ultimo cantone lo scorso autunno sono stati chiusi quattro rifugi, ma ci si è detti pronti a riaprirli in caso di bisogno.

Il canton Berna ha deciso di chiudere due alloggi temporanei a Oberhofen e Eyfeld. Zurigo non ha da parte sua più bisogno di due centri a Witikon e Altstetten, aperti in piena crisi migratoria nel novembre e dicembre del 2015, quando orde immani di africani dall’Italia e di mediorientali via Austria provarono a invadere la Svizzera.

Allora erano state depositate in Svizzera 40.000 domande di asilo. Confederazione, Cantoni e Comuni erano alla ricerca di alloggi supplementari. Nel 2016 le richieste sono calate del 31% rispetto all’anno precedente, smentendo le previsioni – delle forze politiche svizzere pro-migranti – che “sarebbe stato impossibile fermare gli arrivi”.

Proprio oggi,  la Segreteria di Stato svizzera per la migrazione ha reso noto le sue statistiche. In gennaio 1588 persone hanno depositato una domanda di asilo in Svizzera, ossia il 10% in meno rispetto al mese precedente e il 50% in meno rispetto al gennaio del 2016. I principali Paesi di provenienza sono risultati l’Eritrea, la Siria, la Guinea e l’Afghanistan.

Questa notizia, riportata dal Corriere del Ticino, e’ stata completamente censurata in Italia ed e’ facile capire il perche’, visto che in molti capirebbero che un blocco navale nel Mediterraneo farebbe crollare il numero di immigrati che sbarca in Italia.

Ovviamente, tale soluzione porterebbe alla chiusura di tanti centri d’accoglienza ma questo danneggerebbe enormemente tutte le coop e la Caritas Spa che stanno facendo soldi a palate – oltre 4 miliardi di soldi pubblici all’anno! – con il business dell’accoglienza e di conseguenza si preferisce tenere il popolo nell’ignoranza.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo deciso di rompere la censura mediatica perche’ vogliano che questo enorme scandalo italiano finisca al piu’ presto.