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DAL NEW YORK TIMES DURA ACCUSA DI RONALD NOBLE (N°1 INTERPOL FINO AL 2014): ”LA UE DA’ IL BENVENUTO AI TERRORISTI”

NEW YORK – L’apertura incondizionata dei confini interni dell’Unione Europea, che consente di viaggiare attraverso 26 paesi senza alcun bisogno di esibire un passaporto o sottoporsi a controlli di dogana, ha generato “una zona internazionale libera dai passaporti che consente ai terroristi di condurre attacchi nel Continente e fuggire indisturbati”.

A scagliarsi contro la libera circolazione delle persone all’interno dell’Area di Schengen, dalle pagine del “New York Times”, non è un personaggio qualsiasi, ma Ronald Noble, segretario generale dell’Interpol dal 2000 al 2014.

I rischi insiti nell’apertura dei confini europei – scrive Noble di suo pugno – e’ la prima e piu’ ovvia lezione che e’ possibile trarre dagli attentati di Parigi, e “offre una soluzione altrettanto ovvia: l’accordo dovrebbe essere sospeso, e ciascuno dei paesi partecipanti dovrebbe avviare controlli sistematici dei passaporti, confrontandoli col database dei passaporti rubati e smarriti mantenuto dall’Interpol”.

Eppure – sottolinea Noble – nessuno dei paesi europei ha reagito ai gravissimi attentati della scorsa settimana adottando queste misure: “E’ come appendere alla propria porta di casa un cartello di benvenuto per i terroristi”, accusa Noble. E i terroristi “hanno accettato l’invito”.

Viene perlopiu’ taciuto il fatto che “nell’arco dell’ultimo decennio, gli attacchi terroristici a Madrid e Londra e l’assassinio del premier serbo sono stati tutti collegati a passaporti falsi o rubati”.

Lo stesso e’ accaduto a Parigi: uno degli attentatori e’ infatti entrato in Europa dalla Grecia con un finto passaporto siriano, mischiandosi alle centinaia di migliaia di richiedenti asilo che quest’anno hanno attraversato il Mediterraneo.

L’accordo di Schengen – ricorda Noble – e’ stato negoziato nel 1985, ed e’ entrato in vigore nel 1995. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha recentemente ribadito che la libera circolazione delle persone e’ un “simbolo fondamentale del processo di integrazione europea”.

Secondo l’ex segretario generale dell’Interpol, pero’, quella di Juncker e’ una retorica vuota e pericolosa: “Quella che un tempo poteva apparire un’idea sensata, oggi costituisce un pericolo reale e concreto”.

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I passaporti rubati, contraffatti e falsificati dell’area di Schengen “sono tra le forme di identificazione piu’ ricercate dai terroristi, dai narcotrafficanti, dai trafficanti di esseri umani e dai criminali in generale”.

Nella lista dei 10 paesi che lo scorso anno hanno denunciato all’Interpol il maggior numero di furti o smarrimenti di passaporti – sottolinea Noble – otto appartengono all’area di Schengen. Di contro il Regno Unito, che ha avviato il raffronto dei passaporti col database dell’Interpol dopo gli attentati del 2005, “controlla ora ogni anno 1,5 milioni di passaporti – piu’ del totale delle nazioni dell’Unione Europea – e ogni anno individua almeno 10 mila persone che tentano di attraversare i confini del paese con documenti non validi”.

Lo Stato islamico “potrebbe attaccare di nuovo oggi, domani o la prossima settimana”, conclude Noble: “Sino a quando i passaporti non verranno controllati sistematicamente e ad ogni punto d’ingresso, i 26 paesi di dovrebbero sospendere l’accordo di apertura delle frontiere. Solo allora le parole di solidarieta’ e cordoglio dei nostri capi di Stato avranno davvero un significato concreto”.

Altrimenti, non facendolo ma sapendo che deve essere fatto, si è complici dei terroristi islamici che stanno massacrando persone inermi in Europa.

Fin qui, il New York Times che tra l’altro è il principale quotidiano di area “democratica” degli Stati Uniti, non certo un giornale conservatore.

Ma anche la stessa esperienza italiana della lotta alle Brigate Rosse insegna che i controlli dei documenti sono stati decisivi per scardinare le Bierre. Infatti, da quando venne introdotta una norma all’apparenza “modesta” quale fu quella di segnalare alle questure di tutta Italia i contratti di affitto con i dati degli affittuari, le Brigate Rosse si trovarono spiazzate. Non riuscirono più ad affittare appartamenti per trasfornarli in covi.

Immaginate se, all’epoca, nel nome della “privacy” non soffe stato fatto! Ecco, oggi, in nome della “libera circolazione” le sinistre Ue, dal Pd all’Spd tedesco tutte incluse, si comportano allo stesso modo, vietandolo. Nessun cittadino europeo che non sia un delinquente o un terrorista ha qualcosa da temere se alle frontiere gli vengono rischiesti i documenti. Come nessun affittuario che non abbia qualcosa da nascondere ha da ridire a dover comunicare i propri dati alla questura segnalando d’aver affittato un appartamento.

Ma la cecità ideologica della sinistra è il miglior alleato che i terroristi islamici abbiano trovato in Europa, Italia inclusa.

 

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