IL DELIRIO DI RULA JEBREAL: “COLPA DELLA DESTRA, ANCHE L’OLOCAUSTO È COMINCIATO A PAROLE”

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A sentir parlare personaggi come la giornalista Rula Jebreal dopo la sparatoria di Macerata, sembra che in parecchi da sinistra stiano solo aspettando che il peggio arrivi per avere la soddisfazione di dire che avevano ragione.

Per star sicura dell’esito sperato, la giornalista sfoggia sul Corriere della sera la prima lezioncina su come si dovrebbe definire l’atto folle di Luca Traini: “È un atto terroristico di matrice fascista, l’applicazione pratica dell’ideologia e della propaganda dell’estrema destra contro gli stranieri e i nuovi italiani”.

Niente di meno, in linea perfetta con Roberto Saviano che a tempo di record ha saputo scaricare la presunta “responsabilità morale” sul groppone di Matteo Salvini.

Ma la Jebreal non vuol farsi trovare impreparata, quando si tratta di affibiare le responsabilità del gesto di un matto fascitoide, perché limitarsi ai soli leghisti: “L’estrema destra italiana incita continuamente all’odio e alla violenza nei confronti degli immigrati. Giorgia Meloni e Matteo Salvini diffondono una cultura su cui si innestano i fatti di Macerata e manca poco che li giustificano dicendo che la responsabilità è di chi accoglie i migranti. Non dimentichiamo che Luca Traini è stato un candidato locale della Lega. Il mandante morale dei fatti di Macerata è Salvini”.

In totale trans agonistica, la Jebreal dimentica le sue reazioni dopo gli attacchi di matrice islamica in mezza Europa, veri e propri assalti studiati nei dettagli, sempre definiti gesti di folli isolati.

No, visto che Traini è un simpatizzante dell’estrema destra, non ci possono essere attenuanti di sorta e la colpa solo in questo caso è da attribuire a “forme di esaltazione e radicalizzazione collettiva, poi succedono queste cose”.

E quando sembra più che sufficiente per capire in che condizioni si è ridotta, la Jebreal cala l’asso sempreverde del nazismo: “Vorrei ricordare quello che ci ha insegnato la storia. È scritto in grande su qualsiasi museo dell’Olocausto: la persecuzione degli ebrei non è iniziata con gli assassinii, ma con le parole”.

via LiberoQuotidiano