DI RENZI NON SI FIDA PIÙ NESSUNO, NE GLI ITALIANI NE IL GOVERNO

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Sondaggi amari per Matteo Renzi. A poco più di un mese dalle elezioni amministrative, i sondaggisti di Ixè certificano un pesante calo nei sondaggi sia per il presidente del Consiglio sia dell’esecutivo.  Travolto dalle inchieste giudiziarie (prima il caso Guidi, poi le mazzette in Campania) e indebolito dagli scontri interni al Partito democratico, Renzi si trova a dover gestire la sfiducia degli italiani che non credono più che il governo stia lavorando bene.

L’economia che non decolla, l’emergenza immigrazione che anziché essere risolta diventa endemica e l’allarme sicurezza e jihadismo che toglie il sonno agli italiani sono solo alcuni dei temi aperti. Questa settimana, secondo il sondaggio dell’Istituto Ixè, elaborato in esclusiva per Agorà(Raitre), la fiducia degli italiani in Renzi è arretrata di due punti percentuali scendendo sotto la soglia psicologica del 30%. Adesso si attesterebbe infatti al 29%. la stessa flessione negativa di 2 punti percentali penalizza anche il governo che, sempre secondo il sondaggio di Ixè, cala al 27%.

A indebolire il premier sarebbe stato anche il braccio di ferro con il neo presidente dell’Anm Piercamillo Davigo. “I politici non hanno smesso di rubare – fanno gli italiani intervistati da Ixè – hanno smesso di vergognarsi”. La frase, pronunciata qualche giorno fa da Davigo, trova infatti d’accordo l’88% degli intervistati. Lo stesso campione, alla domanda se ci sia più corruzione oggi rispetto a vent’anni fa, ha risposto nella stragrande maggioranza (82%) che il contesto attuale è peggiore.

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