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“Dobbiamo mangiare il cuore dei cristiani”: Fermata e subito rilasciata ricercatrice in contatto con i terrorisisti

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“Gli dobbiamo mangiare il cuore”, diceva parlando dei cristiani. Frasi inequivocabili. Libica, 45enne, ricercatrice universitaria all’Ateneo di Palermo, dove vive da anni in virtù di uno scambio interculturale con una borsa di studio pagata dal governo del paese africano. Ecco il profilo di Khadgia Shabbi, ricercatrice in Economia, che porta in casa nostra l’incubo della Jihad e della guerra santa dell’Isis.

La donna è stata fermata dai poliziotti della Digos su richiesta del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e del sostituto Calogero Ferrara. Il gip ha covnalidato il ermo ma ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere. La donna ha solo l’obbligo di dimora in città. L’indagata abitava in un appartamento non lontano dal Palazzo di giustizia che era diventato la base operativa per la sua propaganda anticristiana. I video da lei preparati e lanciati in rete avrebbero inneggiato alle gesta del Califfato. Voleva convincere quante più persone possibile a entrare nell’esercito del terrore. Le immagini sono quelle a cui, purtroppo, l’Occidente si è dovuto abituare in questi anni.

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Fin qui l’aspetto legato alla propaganda, ma ce n’è un altro ancora più inquietante.E cioè quello dei contatti fra la donna e i foreign fighters, gli stranieri che si uniscono allo Stato Islamico o alle altre milizie jihadiste attive tra Siria e Iraq. Addirittura risulterebbero i suoi rapporti con alcuni terroristi colpevoli di attentati messi a segno in Libia. Due di loro sarebbero stati uccisi da chi nel paese africano si ribella al regime del terrore. Erano in procinto di mettersi in viaggio verso l’Italia. Il nostro paese rappresentava la loro destinazione finale e per quale missione, oppure l’Italia era solo una terra di passaggio verso altri stati europei?

Non sono gli unici interrogativi. Resta da capire, infatti, perché la donna abbia scelto di vivere a Palermo. Se la sua sia una presenza isolata in città o se esista una rete più ampia. Così come bisogna verificare a che titolo ricevesse un assegno mensile di circa duemila euro per pagarsi la permanenza in Sicilia e studiare all’Università.

Fonte: Qui

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