DON BIANCALANI CHE DIFENDE IL SUO OSPITE SPACCIATORE: ALCOL PEGGIO DELLA DROGA PER I GIOVANI

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Giorni fa vi avevamo raccontato dell’ospite africano di Don Biancalani, il prete tano amico degli immigrati che quest’estate li portò in piscina, arrestato per spaccio in pieno giorno nei giardini di Pistoia. Non solo: nel centro di accoglienza a due passi dalla canonica erano stati ritrovati persino un bilancino di precisione e uno strumento per tritare la marijuana. L’avevamo definito un piccolo laboratorio della droga. Invece di tacere, o ancora meglio di denunciare il suo ragazzo, don Biancalani decide di intervenire in radio, alla Zanzara, e dire che alla fine il reato commesso non è poi così grave, perché in fondo per i ragazzi di oggi una canna è poca cosa, fa peggio l’alcol.

“Il ragazzo piange” riferisce ai microfoni di Radio24 don Massimo, senza pensare probabilmente a quante famiglie piangono perché i loro figli hanno acquistato la droga da questo “richiedente asilo arrivato col barcone” che è in Italia “da un anno e mezzo, finora ha fatto tutto bene” e che adesso “ha deciso, sbagliando, di intraprendere questa scorciatoia”. Non si sa per andare dove abbia intrapreso la scorciatoia, dato che non ci risulta che per ottenere una qualche forma di protezione umanitaria si debba spacciare hashish. E ci tiene a precisare, che “Erano due bustine non so di quanti grammi, credo per un uso personale”.

Ma il don si spinge anche oltre, lamentando il fatto che l’africano “ha avuto un decreto di espulsione dalla provincia. Quindi lui è costretto nelle prossime ore ad andarsene da Pistoia. Mi sembra una cosa un po’ ipocrita sinceramente. Se mi va a Prato questo ragazzo e sta alla stazione, cosa cambia, che politica è? Perlomeno in parrocchia lo seguo io”.

Dulcis in fundo, la perla delle perle, don Biancalani che in questi mesi ci ha regalato le massime del suo pensiero, si chiede perché “questi blitz li fanno sempre nei giardini dove questi ragazzi africani si ritrovano, perché non vanno in centro a Pistoia il sabato e la domenica con i cani anti droga?”. Una risposta ci permettiamo di suggerirla noi: forse perché è ai giardini, dove la gente dovrebbe poter passeggiare sicura in un luogo tranquillo, che si verifica il maggiore degrado. E forse perché è ai giardini, in tutti e non solo in quelli di Pistoia, che gli spacciatori, come i suoi ospiti, si fanno i loro comodi. Potremmo concordare con il prelato che la droga non si combatte con la polizia, o meglio, non solo con essa. Ma di sicuro un intervento delle forze dell’ordine che ristabiliscano la sicurezza non può che giovare.

Anna Pedri – Il Primato Nazionale