Dopo il Brennero, anche il Tarvisio potrebbe diventare una Idomeni italiana: l’Austria pronta a chiudere?

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È il ritorno dei reticolati. Sulla frontiera italo-austriaca compaiono quelle barriere di confine che non si vedevano dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per volontà del governo di Vienna, dopo il Brennero verrà militarizzato anche il valico del Tarvisio. A svelarlo è il sindaco del piccolo Comune di confine, Renato Carlantoni di Forza Italia. “Ho saputo dal mio collega austriaco, il sindaco del Comune confinante di Arnoldstein, che l’Austria si sta preparando a bloccare anche la frontiera del Tarvisio.”

Sindaco, cosa ha scoperto esattamente?

“Quattro giorni fa il sindaco di Arnoldstein mi ha raccontato che ha ricevuto la visita di alcuni tecnici del ministero dell’Interno austriaco, che hanno fatto sopralluoghi in alcune caserme abbandonate.”

Cosa stanno preparando gli austriaci?

“È probabile che vogliano sistemare nuovi uffici per ospitare le loro forze dell’ordine e che vogliano costruire nuovi centri per sistemare dei centri di identificazione ed espulsione per migranti.”

Si parla anche di muri al confine?

“Parlando alla stampa austriaca, il portavoce della polizia locale della Carinzia ha detto che non si può escludere la costruzione di piccoli reticolati.”

Quali sono le tempistiche?

“Sono solo voci informali, ma se la notizia è confermata gli austriaci sarebbero pronti già da metà maggio”

L’Italia invece è pronta?

“Gli austriaci stanno pensando di recuperare una caserma ancora funzionante, con elettricità, acqua e tutto. Mentre nelle nostre strutture non c’è più nulla, bisogna spendere molte soldi per metterle a norma.”

A Tarvisio c’è però la caserma La Marmora, che è praticamente nuova…

“Non me ne parli! È una struttura enorme, in pieno centro, vicina agli impianti da sci, per cui era già pronta un’offerta da decine di milioni da parte di un imprenditore che voleva farci un resort di lusso”

L’occasione perfetta per rilanciare l’economia del paese

“Esattamente. Invece pare che il Viminale voglia utilizzarla per alloggiare i profughi, in caso di emergenza.”

Ma la situazione è davvero così disperata?

“Per i conti del Comune è un onere molto importante. L’anno scorso abbiamo speso oltre un milione di euro per alloggiare i minori non accompagnati: per un paese di quattromila abitanti è una somma forte.”

E per quanto riguarda i passaggi della frontiera?

“Nei primi tre mesi dell’anno ci sono stati oltre duemila ingressi regolari, di cui solo quattrocento sono stati respinti in Austria.”

Quanti fanno il percorso inverso, dall’Italia all’Austria?

“Per ora molto pochi. Ma con l’arrivo dell’estate e la probabile chiusura del Brennero, gli austriaci si premuniscono. E si preparano a blindare la frontiera. Ma vuole sapere cosa mi amareggia di più?”

Mi dica

“Proprio in questi giorni stiamo lavorando a un progetto europeo per la realizzazione di un Museo della Dogana, che dovrebbe illustrare alle giovani generazioni quello che era il confine una volta, prima del 1995. Quello che ora, per ironia della sorte, rischia di essere resuscitato.”

Fonte: Qui