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Ecco come hanno crivellato di colpi Abdelhamid Abaaoud

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“Crivellato di colpi”, il corpo di Abdelhamid Abaaoud è stato ritrovato fra le macerie dell’appartamento di Saint Denis devastato da uno scontro a fuoco durato sei ore.

Il cadavere della presunta “mente” degli attentati di Parigi è stato formalmente riconosciuto grazie alla comparazione delle tracce di campioni di DNA. Il raid che ha portato alla morte di tre dei terroristi ricercati per le stragi di Parigi. Il responsabile del raid Jean-Michel Fauvergue ha raccontato tutte le fasi del raid.

Emergono diversi particolari, tra cui il fatto che l’esplosivo usato dalle forze speciali francesi per abbattere la porta del covo dei terroristi a Saint Denis non ha funzionato. L’intervista con il racconto è stata rilasciata a Le Figaro.

Che all’interno dell’appartamento ci fossero terroristi armati e con le cinture esplosive, ovviamente, era a conoscenza delle teste di cuoio. Jean-Michel Fauvergue ha raccontato dettagliatamente tutto l’assalto ai terroristi di Parigi: “Il tutto ha inizio alle 4:16. Decidiamo di fare saltare con gli esplosivi la porta, perché normalmente è efficace e raggelante per le persone che si trovano all’interno. Purtroppo, come accade alcune volte, non ha funzionato bene. La porta blindata si apre male. Ci sono difficoltà ad entrare e viene meno l’effetto sopresa. Rapidamente i nostri ragazzi vengono coinvolti in una sparatoria. Rispondiamo al fuoco. I terroristi rapidamente installano uno scudo dietro la porta. È abbastanza pesante, collocato su una struttura a rotelle. Non è un scudo sarcofago, ma lo sembra”.

Lo scambio di fuoco dura all’incirca tra mezz’ora e tre quarti d’ora. Secondo quanto racconta il poliziotto, i terroristi hanno anche lanciato alcune granate. “Poi i colpi diventano più sporadici – continua Fauvergue – intervallati da periodi con scontri a fuoco più frequenti”.

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È in questo momento che perde la vita Diesel, il cane-eroe ucciso nelle operazioni. “Dopo un lungo tempo senza colpi di arma, abbiamo deciso di inviare un cane per una ricognizione. Purtroppo Diesel è stato ucciso. Intanto uno dei nostri uomini posizionato sui tetti dei palazzi vicini vede un terrorista e gli chiede di alzare le mani. Lui non lo ha fatto e il cecchino ha sparato. Il terrorista viene colpito, ma continua a sparare col Kalashnikov. Lo scambio a fuoco è durato abbastanza a lungo”.

Emergono anche nuovi dettagli sulla prima donna kamikaze d’Europa, la ragazza che si è fatta esplodere durante il raid: “Poi la donna presente all’interno spara una lunga raffica di mitra a cui segue una grande esplosione. Le finestre, a lato della strada, vanno in frantumi. Un pezzo di corpo, un pezzo di colonna vertebrale, cade su una delle nostre vetture”.

Ma la donna, a quanto pare, non si è lanciata in corsa contro i poliziotti, come emerso in un primo momento. “La donna si è fatta esplodere da sola in casa – ha detto il capo delle teste di cuoio – Sperava che la forza dell’esplosione potesse colpirci lo stesso. Ma non ci ha raggiunto, nonostante l’onda durto abbia fatto incrinare un muro portante”.

A quel punto sono circa le 9.00 di mattina. “I colpi di Kalashnikov continuavano – aggiunge – poi sentiamo dimimuire i rumori: il secondo terrorista è stato ucciso. Decidiamo allora di lanciare granate con 40grammi di esplosivo che serve per stordire i terroristi. Ne abbiamo lanciate una ventina”.

“Avanziamo con cautela nell’appartamento. Inviamo un drone a guardare attraverso le finestre, ma non ci dice molto. Un robot inviato per la ricognizione viene bloccato da macerie. (…) Per avanzare abbiamo deciso di utilizzare l’appartamento di sotto, al secondo piano. A quel punto si vede un cadaverecaduto dal terzo al secondo piano. Un corpo distrutto perché probabilmente è stato colpito dalle granate ed è stato schiacciato da una trave. Non è identificabile. Decidiamo di salire al terzo piano. Troviamo altre persone sul pianerottolo, due uomini si nascondevano in lavanderia. Sono stati fermati. Avanziamo, ma non vediamo più nulla”.

Nell’assalto sono rimasti ferite anche alcuni agenti delle forze speciali. “Cinque dei nostri uomini sono rimasti feriti, colpiti da colpi di Kalashnikv o da schegge di esplosivi. Sono stati colpiti alle braccia, gambe, mani, nella parte bassa della schiena, ma non sono in pericolo”.

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