ELICOTTERO RUSSO ABBATTUTO IN SIRIA – I ribelli fanno scempio dei corpi

3607

Un Mi-8 è stato colpito nella provincia di Idlib. Morti i cinque membri dell’equipaggio. Orrore degli islamisti sui cadaveri

Un elicottero russo è stato abbattuto oggi in Siria. Secondo quanto riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i ribelli avrebbero colpito, nella provincia di Idlib, un Un Mi-8.

Nello schianto sono morti i cinque membri dell’equipaggio.

Il velivolo sarebbe stato abbattuto da fuoco sparato dal terreno. Un elicottero era già stato abbattuto il 24 novembre del 2015 e un altro, utilizzando missili forniti dall’America, lo scorso luglio. Forse, anche in questo caso, sono stati utilizzati dei Tow americani, come in passato

La reazione di Mosca dopo l’abbattimento dell’elicottero

“La Russia deve rispondere all’abbattimento dell’elicottero in Siria”. Lo ha affermato il presidente della commissione della Duma di Stato (Camera bassa del parlamento russo) per la Difesa, Vladimir Komoedov. “Il commento per la morte di cittadini russi è doloroso. Ma lì sono in atto operazioni militari. La guerra non si svolge mai senza sangue. La Russia risponderà e anche le Forze armate. Abbiamo effettuato voli e continueremo a volare. Le nostre forze sono lì per riportare la pace in Siria e noi raggiungeremo questo obiettivo”, ha detto Komoedov dopo aver espresso le proprie condoglianze alle famiglie e agli amici delle cinque vittime. Il ministero della Difesa russo ha confermato che a bordo dell’elicottero vi erano tre membri del personale di volo e due militari, impegnati nella consegna di aiuti militari ad Aleppo. Informazione confermata dal portavoce presidenziale Dmitrij Peskov.

L’elicottero stava tornando verso la base aerea russa di Hmeimim, nella provincia siriana di Latakia, ed è stato abbattuto mentre stava sorvolando la provincia di Idlib, a sud di Aleppo. “I piloti a bordo dell’elicottero russo Mi-8 abbattuto in Siria sono morti eroicamente, cercando di deviare il velivolo e di minimizzare le perdite al suolo”, ha dichiarato Peskov. “Conoscete la tragica notizia che è venuta dalla Siria. Si è schiantato un nostro elicottero, che effettuava una missione umanitaria ed è stato colpito da terra. Coloro che erano a bordo dell’elicottero sono morti eroicamente, cercando di allontanare la macchina per minimizzare le perdite a terra. Il Cremlino è profondamente vicino a tutti gli amici dei nostri militari caduti”, ha detto Peskov.

L’orrore dei ribelli sui piloti russi

La guerra, troppo spesso, non concede pietà. Lo si era visto già a novembre, dopo l’abbattimento del jet russo al confine con la Turchia, quando i ribelli fecero scempio di uno dei piloti. Oggi, le stesse scene. Il corpo di uno dei piloti che erano a bordo dell’elicottero colpito oggi sarebbe nelle mani del gruppo islamista Jaish al Fatah (Esercito della conquista). Su Twitter, account vicini ai ribelli, hanno pubblicato le foto del cadavere di uno dei soldati russi uccisi mentre viene trascinato nel deserto.

E i fan italiani dei ribelli festeggiano

La morte dovrebbe azzerare qualsiasi cosa, qualsiasi odio personale. Invece per chi, dall’Italia, sostiene i ribelli non è così. Basta andare sul gruppo Facebook “Oudàh per la Resistenza in Siria” per leggere: “Merde”. “A me non dispiace per niente”, “Morire così è fin troppo dignitoso per un militare”. E ancora: “Spero abbiano sofferto, e tanto”.