Il Sud con Salvini

Esodati discriminati pronti a denunciare il Ministero del Lavoro

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Sono trascorsi quasi sette anni dal terremoto dell’Aquila e Bruno è rimasto sepolto vivo dalle macerie di un passato che gli ha portato via il lavoro e di un presente che gli negherà la pensione.

La sua azienda viene chiusa nel 2009 in seguito al disastro sismico. Bruno, senza stipendio, va in mobilità fino al 2013. Poi 24 mesi di contributi (volontari), maturandone 40 nell’ottobre 2015. Ma i terremoti non finiscono qui: quello del dicembre scorso, forse, è ancora più beffardo per le sorti di Bruno che, escluso dalla settima salvaguardia contenuta nell’ultima Legge di Stabilità, sarebbe costretto ad aspettare sette anni, senza un euro in tasca, per andare in pensione. A meno che il Parlamento, visto che ormai la finanziaria 2016 è andata, non intervenga sulla Legge Milleproroghe con un emendamento che ripropone l’estensione da 12 a 36 mesi in grado di tutelare anche coloro che, come Bruno, sono parcheggiati fuori dal mondo del lavoro dal 2011. “Qui si tratta di giustizia e sopravvivenza: può essere giustificata una lotta al massacro tra disperati?”, si domanda Bruno che ha contattato la redazione de il Giornale.it per dar voce al disagio suo e di altre 23.500 posizioni certificate dall’Inps, ma rimaste a piedi per colpa di una manovra discriminatoria scritta a quattro mani dal premier Renzi e il ministro del Lavoro Poletti.

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La Rete dei Comitati Esodati (retecomitatiesodati@tiscali.it) lancia un appello in difesa delle vittime della famigerata Riforma Fornero: “Informiamo tutti i disoccupati, in quanto licenziati entro il 31 dicembre 2011 con o senza accordo di esodo o mobilità, che la Rete dei Comitati di Esodati si è resa promotrice di numerose iniziative a sostegno e supporto dei disoccupati dal 2011 con attività di informazione e consulenza sulla loro situazione. I Comitati in Rete, oltre a svolgere un’intensa attività di informazione e aggiornamento delle norme e dei provvedimenti, utili al raggiungimento del diritto alla pensione negato, si sono resi promotori di una denuncia per danni al Ministero del Lavoro e sta allestendo un programma di ricorsi individuali al giudice del lavoro di tutte le province italiane. Ricorsi tendenti al riconoscimento del diritto alla pensione dei cosiddetti esodati rimasti esclusi dalla salvaguardia dalle norme della riforma. La Rete dei Comitati si sta inoltre battendo per un ottavo provvedimento di salvaguardia degli esodati finora esclusi con precise iniziative di lotta e pressione sul Governo e Parlamento”. Renzi e Poletti sono avvertiti.

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