Il Sud con Salvini

FELTRI DEMOLISCE IL PD E L’ATTUALE PREMIER: “PERDONO PERCHÈ GENTILONI GOVERNA CONTRO GLI ITALIANI”

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Breve analisi della situazione politica nazionale in base agli ultimi sondaggi. Primo dato sensazionale: il Movimento 5 stelle, considerato spacciato dopo le ultime amministrative (parziali), in realtà è in piena salute.

Ha subito un piccolo calo ma rimane il primo partito con oltre il 28 per cento, mezzo punto più del Pd, che paga non solo le beghe interne devastanti, ma anche e soprattutto le scemenze del governo guidato in modo scriteriato dal povero Gentiloni.

Il premier non è in grado di affrontare i problemi italiani, segue una linea contraria alle aspettative della gente, approva o sponsorizza leggi che irritano i cittadini e evita con cura maniacale di affrontare temi che stanno loro a cuore: la legittima difesa è finita nel dimenticatoio, il dramma della immigrazione è pressoché ignorato, la chiusura dei porti è passata in cavalleria perché non piace all’ Europa, il taglio della spesa pubblica è stato dimenticato, mentre l’ aumento delle tasse non conosce requie. Basta dare un’ occhiata alle statistiche dell’ Istat.

Ovvio che il partito democratico ora di maggioranza relativa sia considerato il principale responsabile della incazzatura della gente, la quale pertanto non ha più intenzione di votarlo in massa alle prossime elezioni.

Se il Pd va avanti così, cioè seguita a disgustare il popolo con iniziative che ne contrastano gli interessi, allorché si tratterà di andare alle urne gli farà mancare i suffragi necessari a mantenere un proprio uomo a Palazzo Chigi.

In pratica i progressisti del cavolo, avanti di questo passo del gambero, ossia perdendo un punto percentuale al mese, giungeranno a primavera fortemente ridimensionati: faticheranno a non scendere sotto il 20 per cento.

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Sarà un disastro, a meno che la sinistra non cambi rapidamente rotta. Cosa a cui crediamo poco. Renzi non sembra all’ altezza di raddrizzare la baracca, cominciando a interpretare i desideri e le aspirazioni degli aventi diritto al voto.

Cosicché in primavera avremo Grillo sul podio e nelle condizioni di imporre la propria volontà sul piano delle alleanze indispensabili per costituire la maggioranza. Chi non afferra questo concetto deve ripassare l’ aritmetica.

Infatti i sondaggi rivelano una avanzata della Lega che sfiora il 15 per cento, tanta roba ma insufficiente a consentirle di dettare lo spartito politico, nemmeno se si unirà – improbabilmente – a Forza Italia, la quale è pure cresciuta oltre il 14 per cento – buon segno – tuttavia non può incidere in misura decisiva. Infatti Berlusconi, benché redivivo, e Renzi non avranno i numeri per inciuciare.

Assommate le loro legioni non riusciranno comunque a superare il 40 per cento. Avranno bisogno di un contributo esterno e non si vede chi lo possa fornire loro.

Non certo Salvini, il quale con la sinistra non condivide manco un caffè. E allora? Dopo le prossime elezioni, da tutti auspicate e sollecitate, sarà un casino peggiore di quello attuale.

Nessun partito disporrà dei consensi utili a creare una maggioranza di governo; sarà indispensabile ricorrere alla peggiore formula: la solidarietà nazionale, che consiste nell’ affidare a un tecnico, per esempio Draghi, il timone del Paese.

E in questo inevitabile caso ci renderemo conto di essere quel che siamo: il Paese di Pulcinella.

Sia chiaro, il nostro non è pessimismo cosmico. Semplicemente non abbiamo le fette di salame sugli occhi.

Fonte: Qui

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  • benito galeazzo

    Penso che Lega e M5S dovrebbero cominciare a parlare delle cose che hanno in comune, che sono parecchie, Grillo deve dare un calcio in culo ai sinistrozi di “mai con Salvini” e Salvini,da parte sua deve definitivamente rottamare Bossi e i dinosauri del secessionismo.Con l’apporto,molto probabile, di Fratelli d’italia , ci sarebbero alla grande i numeri per una maggioranza solida, l’alternativa è disastrosa,speriamo che lo capiscano, specialmente il M5S,che con la fisima di voler governare da solo no può andare da nessuna parte.

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