Fino a qualche mese fa chiunque osasse ventilare l’ipotesi che tra le migliaia di migranti in viaggio verso l’Europa potessero nascondersi dei terroristi veniva tacciato di razzismo e, automaticamente, accostato alla linea di pensiero “salviniana”, considerata aprioristicamente xenofoba.

Dopo l’allarme lanciato dai funzionari libici e a seguito della pubblicazione del report dell’Ispi “Tra i migranti che arrivano in Italia si nascondono i terroristi?” l’eventualità che tra le centinaia di migliaia di persone sbarcate nella Penisola ci possa essere qualche elemento con la chiara intenzione di attaccare l’Europa è cominciata a diventare non una possibilità, ma una certezza.

Per la precisazione nello studio dell’Alto istituto di politica internazionale si legge: “Tra chi ha commesso o tentato di commettere attentati in Europa tra il 2014 e oggi, solo 8 persone avevano molto probabilmente raggiunto il continente seguendo le rotte migratorie.

Considerando che sono oltre 1,5 milioni le persone che sono arrivate in Europa negli ultimi tre anni, si tratta di circa lo 0,0005% del totale.(…) Guardando al futuro è comunque consigliabile prudenza.

In primo luogo, un recente rapporto dell’Europol spiega come tra 2015 e 2016 siano stati documentati 300 casi di tentativi di radicalizzazione da parte di reclutatori dello Stato islamico rivolti verso persone in viaggio verso l’Europa e che avevano intenzione di richiedere asilo.”

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È di oggi la notizia, trasmessa dall’emittente radiofonica Mosaique Fm e riportata da Agenzia Nova, che cinque giovani tunisini sospettati di terrorismo sono stati bloccati dalla Guardia costiera libica mentre cercavano di raggiungere illegalmente l’Europa, quindi l’Italia, attraverso il Mediterraneo.

Il gruppo di giovani è stato prima preso in custodia e poi consegnato alle autorità tunisine da quelle libiche mentre tentavano di emigrare illegalmente dalla Libia verso il territorio europeo.

I cinque, infatti, sono stati fermati dalla Guardia costiera libica per poi essere espulsi in Tunisia, dove le forze di sicurezza di Tunisi hanno subito aperto un’indagine sui cinque giovani, sospettati di far parte di un gruppo terroristico attivo nella zona di Tataouine, regione meridionale tunisina.

Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) da gennaio sono almeno 113mila i migranti che hanno raggiunto i confini europei attraverso le rotte del Mediterraneo, mentre sono quasi 3mila coloro che hanno perso la vita nel tentativo di sbarcare in Italia.

Rispetto al 2016 il flusso migratorio ha subìto un relativo rallentamento, ma solo se si prende in considerazione anche la rotta balcanica, chiusa dopo l’accordo tra Turchia e paesi europei.

Per comprendere quanto l’Italia sia stata lasciata sola ad affrontare una delle sfide più colossali della nostra epoca basta guardare ai numeri: dei 113mila migranti sopracitati, quasi 95mila sono arrivati – e rimangono – in Italia.

Fonte: Qui

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