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Firenze, un’altra minorenne italiana molestata e insultata da immigrati: “Erano in sei contro una”

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Firenze, 20 aprile 2017 – «SONO stata accerchiata da sei peruviani, ero sola, uno di loro si è avvicinato con insistenza. Mi ripeteva frasi del tipo «Che bel c… che hai» o anche «Come sei bella, che fai tutta sola». Lo riporta La Nazione – Cercava di accompagnare le parole ai gesti, i suoi amici completamente ubriachi mi hanno circondata, mi guardavano e ridevano».

UN INCUBO da batticuore cominciato in via Benedetto Marcello, dove aveva portato il cane a passeggio e finito nell’ultimo tratto di via Galliano, nel vuoto di quelle strade che dopo le 22 si trasformano in un territorio fuorilegge. Erano circa le 22.45 di domenica quando una ragazza di 16 anniha rischiato di essere violentata da un gruppo di peruviani se non fosse stato per l’intervento di un signore che passava di lì.

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L’uomo, appena si è reso conto di quanto stava per accadere, in un baleno si è avvicinato urlando ai balordi di andarsene e minacciando di chiamare la polizia. «Ero uscita con il mio cane – racconta la sedicenne – a un certo punto si è liberato e mi sono chinata per rimettere il guinzaglio quando da dietro mi si è avvicinato un peruviano dicendomi: «Ehi bella, che bel c…». Io mi sono alzata di scatto, lui ha continuato a farmi apprezzamenti, mi sono girata per scappare e ho visto altri cinque peruviani». Sono stati momenti terribili, l’ansia, il battito del cuore. La paura che possa succedere «questa volta proprio a me». Erano a millimetri, in sei contro una ragazza di 16 anni. «E’ stato un incubo – prosegue la sedicenne –. Mi sono sentita accerchiare e ho pensato: ma se fossi stata sola? Se il mio vicino non fosse arrivato? Possibile che io non sono padrona di uscire sotto casa con il mio cane?».

La sedicenne è sotto choc, ora vive con la paura nel cuore, con la paura che possa ripetersi. Ecco perché lancia, tramite il nostro giornale, un appello: «Cari amministratori, mi piacerebbe poter uscire per le strade della mia città ed essere libera di portare il mio cane fuori, senza essere importunata».

Una battaglia per la sicurezza portata avanti anche dal Comitato San Jacopino: «Chiediamo più controlli, soprattutto nei confronti delle attività sospette che lavorano tutta la notte» spiega Francesca Lorenzi, presidente del Comitato San Jacopino

con fonte La Nazione

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