FRANCIA NEL CAOS: SCIOPERI A CATENA, FERMATI ANCHE GLI EUROPEI PER ALLARME TERRORISMO

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Disperato e rinchiuso all’Eliseo, Hollande non sa più che fare: la Francia gli si è rivoltata contro, gli scioperi dilagano e tutto il sistema ferroviario è in tilt per le proteste contro la sua – sciagurata – legge sul lavoro, rifiutata in massa dai francesi, come indicano continui sondaggi che mostrano concordemente come oltre l’80% dei cittadini disprezza tanto Hollande quanto il suo governo socialista capitanato dall’evanescente Valls.

Così, benché si moltiplichino gli appelli del governo a porre termine allo sciopero dei ferrovieri francesi, ed alle altre agitazioni sindacali nei servizi e nei trasporti pubblici in vista dell’apertura dei Campionati europei di calcio 2016 che la Francia ospiterà a partire da venerdì prossimo 10 giugno, la situazione è a dire poco drammatica. E Hollande oggi ha tentato l’ultimo appello da presidente della Repubblica contro le vaste masse che protestano.

Hollande, apertamente ispirandosi ad una celebre frase pronunciata nel lontano 1936 dal fondatore del Partito comunista francese, Maurice Thorez, in un’intervista pubblicata questa mattina ha dichiarato: “In certi momenti bisogna saper porre fine ad uno sciopero”. In una giornata caratterizzata dal settimo sciopero nelle ferrovie statali Sncf in meno di due mesi, proclamato dalla centrale sindacale Cgt, il disprezzato Hollande ha  fatto appello al “senso di responsabilità” dei sindacati: lo sciopero, ha dichiarato, “sta dando un’immagine che non corrisponde alla realtà della Francia, il paese che e’ la prima destinazione turistica del mondo”.

Riferendosi in particolare alla situazione nelle Sncf, Hollande ha detto: “Nessuno capirebbe un proseguimento dello sciopero a detrimento dello stato di salute delle ferrovie, del regolare svolgimento degli Europei 2016 e, soprattutto, dei viaggiatori che devono spostarsi ogni giorno per raggiungere il loro posto di lavoro”. Peccato che con quel “nessuno capirebbe” Hollande non si riferisca di certo ai suoi connazionali, che invece capiscono e appoggiano gli scioperi contro la legge sul lavoro con percentuali che superano costantemente il 60%.

Ad ogni modo, nonostante l’offerta di un accordo presentata ieri, lunedì 6 giugno, dalla direzione della Sncf, oggi praticamente tutte le linee ferroviarie francesi sono nel caos, provocato da annullamenti di treni, ritardi di molte ore su tutte le tratte, e disagi a catena in tutte le stazioni a causa di uno sciopero che, iniziato per motivi legati ai negoziati sul contratto nazionale, è virato verso lo scontro frontale contro il governo socialista, diventato il simbolo del peggio per i lavoratori di Francia.

Lo stesso è accaduto in tante altre agitazioni sociali registrate nelle ultime settimane: il movimento di protesta, nelle ferrovie come in altri settori, ha via via assunto un significato politico con la rivendicazione, da parte di tutti i sindacati, che il governo ritiri la riforma del Codice del lavoro. La contrastatissima legge approderà al Senato a meta’ giugno – in pieno campionato europeo di calcio – per un secondo esame in vista della sua approvazione definitiva che potrebbe addirittura essere fatta d’imperio da Hollande.

Ormai, la Francia è completamente paralizzata dagli scioperi, ma ad aggravare la situazione ci pensa anche l’allarme terrorismo islamico. Alcuni giorni fa, è stato fermato un corriere che stava per entrare in Francia con una decina di mitragliatori Kalashnikov e oltre un quintale di esplosivo ad alto potenziale. Era diretto a Parigi.

Fonte: Qui