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Friuli, emergenza sanitaria: da giugno 5 casi di malaria tra i profughi senza contare scabbia e Tbc

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5.391 visite (446 delle quali a minori non accompagnati), 367 interventi di emergenza, 448 casi di scabbia trattati, 7 i ricoveri per tubercolosi e 5 per malaria. Sono i numeri dell’emergenza immigrazione in Friuli Venezia Giulia da giugno a novembre, resi noti dall’assessore regionale alla Salute Sandra Telesca.

«E’ evidente l’impegno del personale sanitario nei confronti della tutela della salute dei soggetti migranti, degli operatori delle forze dell’ordine e dei cittadini. Monitoriamo e vigiliamo costantemente», assicura l’assessore, ricordando che da inizio estate la Regione ha adottato il protocollo condiviso con tutte le Aziende ospedaliero universitarie, le Aziende per l’assistenza sanitaria, l’Irccs ‘Burlo Garofolo’ e le quattro Prefetture.

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Il documento prevede precisi percorsi sanitari per l’accoglienza e permanenza dei migranti nelle strutture predisposte in regione. Questo per dare una risposta sanitaria, assistenziale e vaccinale congrua all’emergenza rappresentata dai flussi dei migranti. «Ciò, ovviamente, anche per tutelare i cittadini della nostra regione», sottolinea Telesca. Il protocollo prevede anche misure per evitare a operatori sanitari e non sanitari (Questura, Prefetture, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.) il possibile rischio di contrarre malattie infettive e parassitarie, anche con la profilassi nei confronti di malattie infettive e dell’influenza.

«Recentemente, proprio per facilitare la somministrazione di farmaci, medicazioni e vaccini – spiega Telesca – sono state date disposizioni alle Aziende sanitarie di dotare direttamente i Dipartimenti di Prevenzione, tramite le farmacie aziendali, di limitati quantitativi di tali prodotti, al fine di avere una disponibilità immediata anche in situazioni di emergenza e di logistica precaria». Telesca aggiunge che «da settembre sono state date indicazioni di vaccinare tutti i minori contro poliomielite, tetano, difterite e pertosse, oltre che per epatite B e morbillo, ove ritenuto necessario».

Fonte: Qui

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