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Frontere italiane “colabrodo”: segnalati mille passaporti falsi

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Roma Un piccolo drone in volo sopra Castel Sant’Angelo, a pochi passi dal Vaticano. È bastato l’avvistamento del giocattolo elettronico più in voga a far scattare l’allerta ieri mattina a Roma, dove l’avviso delle autorità di pubblica sicurezza austriache su un possibile attentato in una capitale europea ha fatto di nuovo salire il livello di allarme. La polizia locale, che ha avvistato il drone, si è subito messa in caccia con i «Centauri» in moto e ha rintracciato i due, apparentemente sprovveduti turisti israeliani, radiocomando in mano. Nessun pericolo, dunque, ma intanto Roma paga il prezzo della paura.

Secondo Federalberghi l’effetto Giubileo a dicembre non c’è stato: le prenotazioni sono calate del 5 per cento rispetto all’anno scorso, segno che vince la preoccupazione. Il concertone di Capodanno, organizzato all’ultimo tra polemiche e tentazioni del commissario straordinario Tronca di cancellare l’evento, sarà un altro banco di prova della voglia di normalità.Il ministro Angelino Alfano, intervistato dal Corriere, conferma l’innalzamento del livello di guardia. Non c’è solo Roma: nella lista dei potenziali target, avvisa il responsabile del Viminale, ci sono anche altri luoghi sacri frequentatissimi, come il santuario di San Giovanni Rotondo, la Santa casa di Loreto, Assisi e la basilica di Sant’Antonio a Padova, ma avvisa il ministro, «il rischio zero non esiste».Il problema è che i fronti da tenere d’occhio sono tanti, troppi. Dal «lupo solitario» più o meno legato all’Isis (che di recente ha invitato i combattenti della jihad a restare in patria e colpire sul posto) ai buchi delle nostre frontiere.

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Nei dieci mesi dall’inizio dell’anno a ottobre, sono quasi 1.200 i passaporti falsi intercettati in Italia. Si tratta in realtà spesso di documenti veri, in arrivo da zone della Siria dove gli uffici governativi sono sotto il controllo dell’Isis, ma modificati in modo da intestarli a persone interessate ad avere un’identità siriana, in genere per ottenere l’asilo in Europa.

Ma come escludere che la stessa tecnica non sia utilizzata da persone con intenzioni ben più pericolose? Nei mesi scorsi a Ciampino e Orio al Serio sono stati fermati quattro stranieri con passaporti falsi, diretti a Malta da aeroporti italiani (Orio al Serio e Ciampino), e per uno di loro le indagini indicano che «è organico all’Isis». Un fenomeno allarmante, che si collega ai timori per il rimpatrio dei foreign fighters, in netta accelerazione secondo l’analisi di The Soufan Group, think tank con basi da New York a Doha: le offensive di Russia e Occidente spingerebbero sempre più combattenti a lasciare il fronte. Secondo il Viminale sono circa 90 i foreign fighters «italiani» e una decina sarebbero rientrati.

Infine le coste: una società di sicurezza in mare israeliana, la Windward, stima in 650 le navi dirette in porti europei nel 2015 da Paesi esportatori di terrorismo. Di queste 34 viaggiavano con identità contraffatte. Con che intenzioni?Nel frattempo c’è chi veglia su di noi anche nel mare di internet: su Twitter il gruppo di hacker Anonymous, in lotta con l’Isis, ha annunciato di aver sventato un attacco (non meglio specificato) all’Italia.

Fonte: Qui

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