Il Sud con Salvini

GIORDANO ASFALTA I TEDESCHI: “POTETE COMPRARVI TUTTO, MA QUESTO NO…”, 92 MINUTI DI APPLAUSI

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Pubblichiamo Posta Prioritaria, la rubrica in cui Mario Giordano risponde alla lettera di un nostro lettore. 

Caro dottor Giordano, oggi Le rubo solo qualche minuto per dividere con Lei una considerazione fatta qualche giorno fa, e che viene avvalorata ogni volta che trascorro qualche ora nelle amene località vicine alla città in cui mi trovo da qualche tempo: l’avvento dell’euro è stato un terno al lotto per la Germania, non certo per noi. Nata e cresciuta in Alto Adige, ho lasciato Bolzano quasi venticinque anni fa. Fino ad allora, i germanici, da noi regolarmente presi in giro per i loro sandaloni comodi ma orripilanti, indossati coi calzini corti, erano conosciuti per avere il braccino corto.

Nei locali pubblici delle località di montagna, non si vergognavano di farsi portare una bottiglia di minerale con sei bicchieri. Pane e companatico venivano tirati fuori dai sacchi portati sulle spalle. Oggi, dopo parecchi anni di euro, vedo i germanici, vestiti come allora, uscire da resort a quattro stelle, o da ristoranti, se non stellati, almeno di un certo tono. Sarà un’interpretazione un po’ semplicistica, ma secondo me è il segno che il loro potere di acquisto è cambiato in meglio. Contrariamente al nostro.

Luisa Ricchi via mail

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Purtroppo le sue evidenze empiriche in salsa di crauti e birra alla spina sono confermate da tutte le statistiche ufficiali: è stato calcolato, per esempio, che tra il 1998 e il 2014, grazie al cambio favorevole, la Germania ha realizzato un surplus commerciale pari a 2mila miliardi di euro, all’incirca l’ammontare dell’intero nostro debito pubblico. Con l’avvento della moneta unica c’è stata un’inversione netta nella bilancia commerciale dei due Paesi: l’Italia che era in attivo è passata in passivo. E la Germania, che era in passivo, non fa che realizzare attivi su attivi. Tutto merito dell’euro, e di come è stato realizzato.

L’abbiamo ripetuto e spiegato tante volte: lo si sapeva benissimo che bloccare il cambio avrebbe favorito i tedeschi, togliendoci di mano lo strumento della svalutazione che è sempre stata un’arma importante per difendere il nostro Paese. Fra l’altro le faccio anche notare, cara Luisa, che mentre sul rapporto deficit/Pil fissato a Maastricht sono state sacrificate pensioni e vite umane, sul surplus commerciale non è mai stato detto nulla. Evidentemente i parametri Ue sono come i famosi maiali di Orwell, ce ne sono alcuni più uguali degli altri. L’unica cosa che non cambia, però, sono i sandaloni con i calzini corti: nonostante la montagna di euro che incassano, infatti, i crucchi il buon gusto proprio non riescono a comprarlo.

Fonte: Qui

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