Gli immigrati? Delinquono sei volte più degli italiani. Parola di “Sole 24 ore”

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Gli immigrati? Delinquono sei volte più degli italiani. Non lo dice Salvini o qualche forum della fantomatica “ultradestra”, ma il professor Luca Ricolfi, in un articolo comparso qualche giorno fa sul Sole 24 Ore. L’editorialista e docente universitario butta lì il dato en passant, come se fosse ovvio. E infatti lo è, per chi vede con occhi sgombri dall’ideologia ciò che accade per strada o per chi abbia conoscenza della realtà carceraria. Ma stupisce lo stesso leggere tanta franchezza in un giornale istituzionale, per bocca di un compassato analista, di quelli insomma che poi ti ritrovi a Ballarò a magnificare le virtù dell’accoglienza.

“In un paese come l’Italia – scrive Ricolfi – il tasso di criminalità degli immigrati è circa sei volte quello degli italiani, e probabilmente poggia più su una minore avversione al rischio che su speciali, indimostrate, tendenze criminali connesse alle varie etnie. Come tale può essere ridotto semplicemente alzando il rischio, ovvero il prezzo, della commissione di reati. Se, ad esempio, un ospite di paese europeo che commette reati perdesse definitivamente il diritto ai benefici del welfare (in caso di reati minori) e il diritto di risiedere in Europa (in caso di reati gravi), la maggiore propensione al rischio degli immigrati sarebbe bilanciata dai costi della violazione delle regole”.

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