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Gli scenari per gli attentati: così i jihadisti colpiscono la Ue

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L’imprevedibile spettro dei lupi solitari del jihad, del terrorismo islamico, si sta già aggirando per l’Europa da alcuni anni e ha già colpito più volte prima di materializzarsi la scorsa notte sulla metropolitana di Londra.

I primi casi erano per lo più ascrivibili a soggetti “balordi” o che dichiaravano di ispirarsi adAl Qaida che spesso prendeva le distanze dall’individualismo di dubbia matrice. Ma con la nascita dello Stato islamico nel giugno 2014 ai cani sciolti viene riconosciuta nuova dignità purché agiscano in nome del Califfato. La pratica viene incoraggiata come parte di una strategia di logoramento globale del “nemico”, che dà pari importanza ai gesti organizzati e guidati come a quelli individuali.

L’incubo del terrorismo fai-da-te prende forma nella metropolitana di Londra, a soli tre giorni dal via libera del parlamento britannico ai raid anti Isis della Raf in territorio siriano. Ma la minaccia islamista può prendere svariate forme e colpirci in modi differenti. “I profili dei nemici sono fluidi, cambiano, si adattano alle circostanze”, spiega Guido Olimpio sul Corriere della Sera sottolineando come i jihadisti, che finora hanno colpito l’Occidente, hanno tutti origini diverse: “L’integrato con una vita normale, il mujahed veterano, quello che non è riuscito a partire per la Siria, l’uomo ai margini”. Secondo gli esperti il primo a colpire l’Europa è Mohammed Merah che il 19 marzo 2012 un uomo apre il fuoco davanti una scuola ebraica di Tolosa uccidendo un rabbino e tre studenti. Una settimana prima lo stesso killer, un francese di origini algerine che rivendicava legami con Al Qaida, aveva compiuto due agguati contro militari a Tolosa e a Montauban, con tre morti e un ferito. La lista è davvero lunga. E agghiacciante. Nella maggior parte dei Paesi occidentali ci sono, infatti, lupi solitari e cellule dormienti pronti a colpirci.

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Il blitz di Londra è il prototipo dell’attacco individuale. Un uomo di 29 anni ha insanguinato ieri sera la stazione di Leytonstone, alla periferia nord-orientale della capitale del regno, accoltellando alla cieca tre persone, ferendone una in modo grave (pare nel tentativo di sgozzarla) e sbraitando confusamente minacce al grido “Questo è per la Siria”. Una scena che fa da sfondo all’escalation dell’impegno militare del governo Cameron in Medio Oriente, confermato giusto in queste ore dal ministro della Difesa, Michael Fallon. E, per coincidenza quasi profetica, con l’intervista rilasciata dal rais siriano Bashar Al Assad proprio a un giornale britannico, il Sunday Times, per avvertire che la strategia di Londra, ostile a ogni coordinamento con le sue forze, rischia di fare da “incubatrice” al terrore, di diffonderlo“come un cancro”, anzichè combatterlo con efficacia. La vera preoccupazione dei servizi di intelligence che altri lupi solitari (“pseudo militanti, attivisti veri e anche figure instabili”) possano emulare questi tipi di attacchi. Attacchi che le forze dell’ordine non possono prevedere perché sono sin troppo facili da attuare. Lo stesso copione è andato in scena al museo ebraico di Bruxelles e sul treno Thalis Amsterdam-Bruxelles-Parigi.

Il 13 novembre, a Parigi, è invece andato in scena un vero e proprio attacco organizzato. A differenza del blitz nella metropolitana di Londra, qui ci troviamo davanti a una azione coordinata. I terroristi erano stati dotati di fucili d’assalto e cinture esplosive ma, soprattutto, erano addestrati e “diretti” dai vertici dello Stato islamico. “I protagonisti sono molto mobili, interagiscono con i fronti di jihad (viaggiano o tengono contatti via web), hanno il training sufficiente – spiega Olimpio – il numero dei potenziali terroristi è troppo ampio, satura le difese occidentali”. I sistemi di trasporto, in particolar modo gli aerei, sono sicuramente gli obiettivi preferiti dai terroristi. Un esempio di attacco mirato è senza alcun dubbio l’attacco all’Airbus russo nel Sinai. “I militanti sono costantemente alla ricerca di ordigni in grado di sfuggire ai controlli – spiega Olimpio – poiché lo scudo in Occidente è abbastanza elevato è possibile che i gruppi agiscano in scali dove la prevenzione non è adeguata o colpiscano l’area partenze di un aeroporto”. per gli stessi motivi anche le metropolitane e le linee ferroviarie sono fortemente esposte.

Un ultimo esempio di blitz è quello che i servizi segreti attacco ibrido. Un esempio è la carneficina di San Bernardino, negli Stati Uniti. In questo caso, spiega Olimpio, “lattentatore è spinto da motivi politici/religiosi ma che possono essere influenzati da questioni personali (rancore verso colleghi, società, posto di lavoro, guai familiari). Per gli investigatori è lavoro supplementare, in quanto devono comprendere quale sia l’aspetto prevalente, anche se l’esito finale dell’assalto è identico: molte vittime”.

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