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I migranti nascosti nella palazzina occupata dai centri sociali: proteste

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Gli antagonisti accoglievano gli immigrati a “Villa Ricci“, in uno stabile di proprietà del Comune di Rimini occupata abusivamente dai centri sociali. Le loro condizioni igieniche erano disastrose. La palazzina occupata dagli attivisti del centro sociale Paz il 23 maggio scorso è stata sgomberata dalla polizia. Gli uomini della Digos della questura hanno eseguito l’ordinanza del gip di sequestro e sgombero dello stabile su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani. I vigili del fuoco hanno aperto lucchetti e portoni e una volta dentro i poliziotti hanno trovato quattordici persone tra italiani e stranieri accampati in condizioni igienico sanitarie precarie. Gli stranieri sono stati condotti in questura per l’identificazione.

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Rimini, la palazzina era stata occupata dai centri sociali a maggio

L’occupazione di Villa Ricci era iniziata il 23 maggio dopo un corteo di protesta. Nelle intenzioni degli attivisti dei centri sociali, di cui sei risultano indagati per invasione di proprietà altrui e sospetto furto di energia elettrica, c’era quella di dare una soluzione al problema abitativo e all’accoglienza di migranti. La palazzina Ricci è una struttura dell’inizio del ‘900 di proprietà del Comune, in parte inabitabile. Il 2 luglio scorso il gip del tribunale di Rimini Sonia Pasiniaveva respinto una prima richiesta di sequestro e sgombero del pm Ercolani adducendo una sorta di “trattativa informale” tra Comune e attivisti quindi un’assenza di volontà di questi ad occupare. Poi, su nuova denuncia del Comune e successive nuove indagini della Digos, come richiesto dal sostituto Ercolani, il gip ha concesso lo sgombero che è già stato eseguito.

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